Vita di Filippo Brunelleschi . 261
minciare la lanterna ( se bene egli aveva fatto a Roma , ed in Firenze. più modelli di terra 3 e di legno 3 dell’ uno 3 e dell' altro 3 die nons’erano veduti) a risolversi finalmente 3 quale e'volesse mettere inopera . Per il che s deliberatosi a terminare il ballatoio , ne fece di-versi disegni 3 che nell’ Opera rimasene dopo la morte sua ; i qualidalla trascurataggine di que’ ministri sono oggi smarriti. E a’ tempinostri 3 perché si finiste 3 si fece un pezzo dell’ una dell’ otto facce 1 : maperché disuniva da quel!' ordine 3 per consiglio di Michelangelo Bonar-rotisu dismesso 3 e non seguitato. Fece anco di sua mano Filippo un lantcr-
modello della lanterna a otto facce 3 misurato alla proporzione dellacupola 3 che nel vero per invenzione , e varietà , ed ornato riuscìmolto bello . Vi fece la scala da salire alla palla 5 che era cosa divina;ma perché aveva turato Filippo con un poco di legno commesso di sot-to 3 dove s’entra; nessuno 3 se non egli 5 sapeva la salita. Ed ancorache e’ suste lodato 3 ed avesse già abbattuto l’invidia 3 e 1’ arroganza dimolti, non potè però tenere 3 nella veduta di questo modello , che tut-ti i maestri 3 che erano in Fiorenza 3 non si mettessero a farne in diversimodi: e fino a una donna di caia Gaddi ardì concorrere in giudizio Molti, fra'quali un»con quello 3 che aveva fatto Filippo. Egli nientedimeno tuttavia sirideva dell’altrui presunzione ; e sugli detto da molti amici suoi, che 'l'» 0 ™ 6 '
e’ non dovesse mostrare il modello suo a nessuno artefice , acciocchéeglino da quello non imparassero ; ed esso rispondeva loro, che nonera se non un solo il vero modello 5 e gli altri erano vani. Alcuni altrimaestri avevano nel loro modello posto delle parti di quel di Filippo ;ai quali, nel vederlo 3 Hlippo diceva : Questo altro modello, che co-dini sarà , sarà il mio proprio - Era da tutti infinitamente lodato , masolo 3 non ci vedendo la salita per ire alla palla , apponevano, chesuste difettoso. Conclusero nondimeno gli operai di fargli allogazio-ne di detta opera 3 con patto però 3 che mostrasse loro la salita , per ilche Filippo levato nel modello quel poco di legno 5 che era da bastò,mostrò in un pilastro la salita 3 che al presente si vede , in forma diuna cerbottana vota : e da una banda un canale con staffe di bronzo ,dove l’un piede 3 e poi l’altro ponendo s s’ ascende in alto . E perchénon ebbe tempo di vita 3 per la vecchiezza , di potere tal lanterna vederfinita 3 lasciò per testamento 3 che tal come stava il modello 3 muratasuste 3 e come aveva posto in iscritto ; altrimenti protestava 3 che lafabbrica minerebbe, essendo volta in quarto acuto, che aveva biso-gno , che il peso la caricasse per farla più sorte . Il qual edifizio nonpotè egli innanzi la morte sua vedere finito , ma sì bene tiratone fu pa-recchi
1 Vi questo ballatoio > che consiste in un gnolo dislc , eh’ era una gabbia da grilli .fonico , che doveva circondare la cupola so- E veramente chi ha veduto 1 ’ ornato grandio-sa il tamburo , ne è fatta l’ottava parte con so, e magnifico del tamburo della cupola dibuona architettura di Laccio d’ Agnolo di s. Pietro Vaticano , non può appellare altri-matmi di Carrara . Si dice , che non so prò- menti quel portico , benché di buona forma,seguito, perche avendolo veduto Michel»- c regolata .