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Tomo primo.
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281
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Vita di Donato. 281

quali praticamente sono lavorati. Ordinò ancora i pergami di bronzo) di bromo

dentrovi la passione di Cristo , cosa , che ha in se disegno > forza 5 in- tn u Loftnx ‘°'venrione 5 e abbondanza di figure , e casamenti 9 quali, non potendoegli per vecchiezza lavorare , finì Bertoldo suo creato , e a ultima per-fezione gli ridusse. A s. Maria del Fiore fece due colossi di mattoni,e di stucco) i quali fon suora della chiesa posti insù i canti delle cap-pelle per ornamento . Sopra la porta dì s. Croce si vede ancor oggi statua di s. lesovi-finito di suo un s. Lodovico di bronzo di cinque braccia ) del quale est. 10 •***• Crete.fendo incolpato , che fosse gostò s e forse la manco buona cosa ) ci e .avesse fatto mai 5 rispose , che a bello studio tale l'aveva fatto 9 essen-do egli stato un goffo a lasciare il reame per farsi frate 1 . Fece il medesi-mo la testa della moglie del detto Cosimo de' Medici 9 di bronzo 9 la npere belle di bron .quale si serba nella guardaroba del sig. Duca Cosimo 9 dove sono molte * di marmo , nel-altre cole di bronzo 9 e di marmo di mano di Donato; e fra l’altre, l°ft u dio del Duccl^nostra Donna col figliuolo in braccio dentro nel marmo di schiac- ^ciato rilievo , della quale non è possibile vedere cosà più bella : e mas.fintamente avendo un fornimento intorno di storie fatte di minio daFra Bernardo 9 che sono mirabili 9 come si dirà al suo luogo • Di bronzoha il detto sig. Duca di mano di Donato un bellissimo 9 anzi miracolosoCrocifisso nel suo studio 9 dove sono infinite anticaglie rare 9 e me-daglie bellissime . Nella medesima guardaroba è in un quadro di bron- Nzo 9 di bassorilievo la passione di nostro Signore con gran numero difigure: e in un altro quadro pur di metallo un’altra crocifissione . Si-milmente in casa degli eredi di Jacopo Capponi 9 che so ottimo citta-dino 9 e vero gentiluomo 9 è un quadro di nostra Donna di mezzo ri-lievo nel marmo , che è tenuto cosa rarissima. Meslèr Antonio de’ No-bili ancora , il quale fu depositario di sua Eccellenza, aveva in caso unquadro di marmo stimano di Donato , nel quale è di bassorilievo unamezza nostra Donna tanto bella , che detto Mesîèr Antonio la stimavaquanto tutto l’aver soo ; nè meno sa Giulio suo figliuolo , giovane disingolar bontà , e giudizio , e amator de’ virtuosi 9 e di tutti gli uo-mini eccellenti. In casa ancora di Gio. Battista d’Agnol Doni, gen-tiluomo Fiorentino 9 è un Mercurio di metallo di mano di Donato, statua di Mercuriealto un braccio e mezzo tutto tondo, e vestito in un certo modo biz- belkffim» di metallo.zarro 9 il quale è veramente bellissimo 9 e non men raro, chef altrecose , che adornano la sua bellissima casa . Ha Bartolommeo Gondi,del quale si è ragionato nella vita di Giotto 9 una nostra Donna di mez- N. D orma di mtzozo rilievo sorta da Donato con tanto amore, e diligenza , che non è ri ^ evo «possibile veder meglio , nè immaginarsi, come Donato scherzasse nell’acconciatura del capo , e nella leggiadria dell’abito, eh’ eli’ ha indosso.

Tom.L N n Pari.

1 Questo motto non è , se non una facezia animo di Donatello , che era un buon Cristi,,per coprire il suo errore con uno scherzo , no, che sapeva estere un insegnamento Evan-perchc ridiculum melrtts fecit rem , come gelieo I* abbandonare tutte le cose mondanedice Orazio , onde non si prenda per un sen- per acquistare il regno de' Cieli. Si dee pertimentoserio, e vero , e proveniente dai!' altro 1* uom guardare da simili scherzi.