282 Seconda Parte.
Parimente Messer Lelio Torelli 1 primo auditore , e segretario del sig.Duca 3 e non meno amator di tutte le scienze, virtù » e professionionorate, che eccellentissimo jurilconsulto , ha un quadro di nostra-.Donna di marmo , di mano dello stesso Donatelle ; del quale chi volessepienamente raccontare la vita , e l’opere, che Lee , sarebbe troppo piùlunga storia, che non è di nostra intenzione nello scrivere le Vite de’nostri artefici ; perciocché , non che nelle cose grandi, delle quali si èdetto abbastanza , ma ancora a menorr.issime cose dell’arte pose lama-Arme bellissime nelle x\o ì. facendo arme di casate ne’ cammini , e nelle facciate delle ca-^nt' clLmmi ' * se de’ cittadini, come si può vedere una bellissima nella cala de’ Sommaiche è dirimpetto al fornajo desta Vacca ■ Fece anco per la famiglia de’Martelli una cassa a ufo di zana fatta di vimini, perché servisse persepoltura, ma è sotto la chiesa di Lorenzo , perché di sopra non appa-riscono sepolture di nessuna sorte , se non 1’epitaffio di quella diCosimo de’ Medici » che nondimeno ha la sua apritura di sotto cometrattila di Donato fk l’altre • Dicesi, che Simone fratello di Donato , avendo lavorato ilil modella deli* sepolr modello della sepoltura di Papa Martino V., mandò per Donato , che^ v edesse innanzi, che la gettasse; onde andando Donato a Roma,vi si trovò appunto , quando vi eraGismondo Imperatore per ricevererf* una. festa, solenne . la corona da Papa Eugenio IV. perché fu forzato, in compagnia diSimone, adoperarsi in fare P onoratissimo apparato di quella festa »nel che si acquistò fama , e onore grandissimo. Nella guardaroba-,ancora del sig. Guidobaldo duca diUrbirio è di mano del medesimouna testa di marmo bellissima , e si stima, che fusse data a gli antecesilìstìma presto i duchi sor! di detto duca dal magnifico Giuliano de’ Medici, quando si trat-sturbino* teneva in quella Corte piena di virtuosissimi signori. Insemina Dona-
to su tale » e tanto mirabile in ogni azione, che e’ si può dire , chein pratica, in giudizio, ed in sapere sia stato de’primi a illustrareParte della scultura, e del buon disegno ne’moderni: e tanto piùmerita commendazione , quanto nel tempo suo le antichità non eranoscoperte sopra la terra, dalle colonne* i pili, e gli archi trionfali incogliere l‘anticaglie* se° ra • Ed egli fu potissima cagione > che a Cosimo de’ Medici si destasise la volontà dell’ introdurre a Fiorenza le antichità , che sono ed eranoin casa Medici » le quali tutte di sua mano acconciò - Era liberalissimo ,amorevole, e cortese» e per gli amici migliore» che per se medesimo :liberalità i Dona- n £ ma j stimò danari » tenendo quegli in una sporta con una siine al pal-co appiccati» onde ogni siio lavorante, ed amico pigliava il suo biso-gno senza dirgli nulla . Passò la vecchiezza allegrissimamente , e_»venuto in decrepità , ebbe ad essere soccorso da Cosimo, e da altri ami-ci suoi » non potendo più lavorare. Dicesi, che venendo Cosimo aHauomandato a tie~ morte lo lasciò raccomandato a Piero suo figliuolo, il quale, cometro suo figlio. ° âili-
turadi Martino V.Donato va a Roma ,e lavora l' apparato
Testa di marmo bel-
io.
Soccorso in vecchiez-za dto Cosmo .
t Lelio Torelli Faentino gran legista , dî«e già Pisano > e ora Fiorentino » e ne fecee molto erudito» che collazionò diligente- la rara edizione sotto nome di Francesco suomente de Pandette soli’ unico, e famoso co- figliuolo per le stampe del Tarrcatino ,