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Tomo primo.
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Vita di Qoh ato* 285

diligentissimo esecutore della volontà di suo padre, gli donò un poderein Casaggiuolo di tanta rendita, che e' ne poteva vivere comodamente.

Di che fece Donato fetta grandissima , parendogli essere con questopiù che sicuro di non avere a morir di fame. Ma non lo tenne peròun anno , che ritornato a Piero, glielo rinunziò per contratto pub-blico , attenuando, che non voleva perdere la sua quiete per pen-sare alla cura famigliare , ed alla molestia del contadino; il quale ogniterzo digli era intorno, quando perché il ventogli aveva scoperta 1*colombaja, quando perché gli erano tolte le bestie dal Comune perle gravezze , e quando per la tempesta, che gli aveva tolto il vino, ele frutte ; delle quali colè era tanto lazio , ed infastidito , che e’ vole-va innanzi morir di fame, che avere a pensare a tante colè.

Rise Piero della semplicità di Donato; e per liberarlo di questoaffanno, accettato il podere , che così volle al tutto Donato, gli asse-gnò in lui banco suo una provvisione della medesima rendita, o più , main danari contanti, che ogni settimana gli erano pagati per la rata , chegli toccava ; del che egli sommamente si contentò ; e servitore, edamico della cala de’Medici visse , lieto, e lènza pensieri, tutto il re-stante della sua vita . Ancorché condottosi ad 83. anni si trovasse tanto decrepito , eparsoti co , che e' non poteste più lavorare in maniera alcuna, e si zon-'s ara ^ tico •ducesse a starsi nel sotto continuamente in una povera casetta , che ave-va nella via del Cocomero vicino alle monache di s. Niccolò ; dovepeggiorando di giorno in giorno, e consumandosi a poco a poco, simori il diiz. di Dicembre 14.56. e fu sotterrato nella chiesa di san Sua morte , e fipol-Lorenzo, vicino alla sepoltura di Cosimo , come egli stellò aveva or - tura •dinaro, a cagione che così gli suste vicino il corpo già morto » comevivo sempre gli era stato prestò con P animo 1 .

Dolse infinitamente la morte sua a’ cittadini, agli artefici, ed a Su * morte compian*chi lo conobbe vivo • Laonde per onorarlo più nella morte, che e’nonavevano fatto nella vita , gli fecero essequie onoratissime nella predettachiesa, accompagnandolo tutti i pittori, gli architetti, gli scultori,gli orefici, e quasi tutto il popolo di quella città ; la quale non cessòper lungo tempo di componere in sua lode varie maniere di versi in di-verse lingue , de’ quali a noi basta por questi soli » che di sotto si leg-gono .

Ma prima, che io venga a gli epitaffj, non sarà se non benecls io racconti di lui ancor questo. Estèndo egli ammalato, poco in-

N n 2 nanzi,

1 On’ altra ragione si può addurre dcll'es- menti di stucco dell»sagrestia vecchia , tjsere stato sotterrato in s. Lorenzo , ed è , per- delle porticeiole di brenta , che visite-, fo-che in questa chiesa fon molte sue opere , nu- sì delle quattro figure di stucco grandi, chemeratc pur dal Vasari ac.77.de’ Kagionamen- sono ne' tabernacoli (o nicchie ) della erode-ti con queste parole il [rimo e Donatella ra della chiesa ( ora andate male ) e le cerescultore, anima, e corpo di Cosmo (pater da far gittare di bronzo i pergami di s Lo -patri* 1 il quale è in compagnia sua per ve- renzo , e il modello dell' altar maggiore >dert , e lodare quell' opera, e parte per mo- xon la sepoltura di Cosmo a’piedi .

.sitare i disegni, eh'egli ha fatti degli orna-