284 Seconda Parte.
nanzi, che si morisse, 1’ andarono a trovare alcuni suoi parenti, epoi che 1’ ebbono , come s’ usa , salutato , e confortato , gli dissero,che suo debito era lasciar loro un podere , eh' egli aveva in quel di Pra-to , ancorché piccolo suste, e di pochissima rendita, e che di ciò lopregavano strettamente. Ciò udito Donato , che in tutte le sue colèaveva del buono , disse loro : Io non postò compiacervi, parenti miei,^onfsdino ^ perché io voglio , e così mi pare ragionevole, lasciarlo al contadino ,
1 * che 1’ ha sempre lavorato , e vi ha durato fatica , e non a voi, che
senza avergli mai fatto utile nesluno, né altro , che pensar d’averlo ,vorreste con questa vostra visita» che io ve lo lasciassi; andate» chesiate benedetti. Ed in verità così fatti parenti» che non hanno amore »le non quanto è 1’ utile » o la speranza di quello » si deono in questagusta trattare • Fatto dunque venire il notajo » lalciò il detto podere allavoratore » che sempre l’aveva lavorato » e che sorse nelle bisognesue» fiera meglio» che que’parenti fatto non avevano» verso di soLavori lasciati a ì portato. Le cose dell’ arte lasciò a i luoi discepoli » i quali furonodisceseli . Bertoldo le ultore Fiorentino > che l’imitò aliai » come si può vedere
in una battaglia in bronzo d’ uomini a cavallo » molto bella » la qua-le è oggi in guardaroba del sig. Duca Cosimo . Nanni d’Anton di Banco »che morì innanzi a lui : il Costellino » Desiderio » e Vestano da Padoa.Ed insemina dopo la morte di lui si può dire » che suo discepolo siastatico , e siero nel stato chiunque ha voluto far bene di rilievo . Nel disegnar fu risoluto ,disegno . e fece i suoi disegni con sì fatta pratica» e fierezza» che non hanno
pari » come si può vedere nel nostro libro ; dove ho di sua mano dise-gnate figure vestite » e nude : animali » che fanno stupire chi gli vede »ed altre così fatte cose bellissime . Il ritratto suo su fatto da Paolo Uc-celli » come si è detto nella sua vita . Gli epitaffi f° n stesti.
Shoì epitafsj , Scultura H. M- a Fiorentinis fieri voluit Donatella , utpote homini »
qui ei , quod jamdiu optimis artisicibus multisque ste culi s , tum nobilitatistum nominis acquifitumfuerat » injuriave tempor. perdiderat ipsa > ipse mus >ima vita » infinitisque operibus cumulatisi, reflituerit : £Š patri beneme-renti hujus reHitutcevirtutis palmam reportarit.
Excudit nemo spiranti a mollius cera :
Vera conio : cernes marmora viva loqui .
Grcecorumfileat prisca admirabilis eetas »
Compedibus ftatuas continui se Rhodon .
Neviere namque magis fuerant hcec vincala digmIfìius egregias artificioJìatuas .
Quanto con dotta mano alla scultura
Già fecer molti » or sòl Donato ha fatto :
Renduto ha vita a’ marmi , affino , ed atto :
Che più » se nonparlar ì può dar Naturai 1 Delle
l Di tinti epitaffi non fu posta una linea Jo la sepoltura di Donato pallata nel dominio
sopra il suo sepolcro. Ma ultimamente *lscn- del Si§- Car. Niccolo Scalandroni, *’ è data
- polla