In s. Domenico .
In s. Trinità, e al-trove .
In Cortona .
In Orvieto cominciauna volta , che finisei LucadaCvrtona.
Jltrt sue fitturuincito stimate .
îsiccela V. lo chiamaa Roma .
312 Seconda Parte.
queste arti al pari di qualfivoglia altro gentiluomo , ha un quadrogrande , un piccolo , e una croce di mano del medesimo . Le pittureancora , che sono nels arco sopra la porta di s. Domenico , sono del me-desimo : e in s. Trinità una tavola della sagrestia , dove è un depostodi croce , nel quale mise tanta diligenza , che si può fra le migliori co-se , che mai facesse , annoverare . In s. Francesco suor della porta as. Miniato è una Nunziata , e in s. Maria Novella, oltre alle cosedette , dipinse di storie piccole il cereo pasquale, e alcuni reliquie-ri, che nelle maggiori solennità si pongono in soli’ altare . Nella Ba-dia della medesima città fece sopra una porta del chiostro un s. Be-nedetto , che accenna silenzio. f ece a’ linaiuoli una tavola, che ènoli* uffizio dell' arte loro : e in Cortona un archetto sopra la portadella chiesa dell’Ordine suo , e similmente la tavola dell’altar mag-giore . In Orvieto cominciò , in una volta della cappella della Madon-na in duomo , certi profeti, che poi furono finiti da Luca da Corto-na . Per la compagnia del Tempio di Firenze fece in una tavola un Cri-sto morto : e nella chiesa de’ monaci degli Angeli un paradiso , e uninferno di figure piccole , nel quale con bella osservanza fece i beatibellissimi e pieni di giubbilo , e di celeste letizia , e i dannati, apparec-chiati alle pene dell’ inferno, in varie guise mestissimi, e portantinel volto imprestò il peccato , e demerito loro . I beati si veggiono en-trare celestemente ballando per la porta del Paradiso , e i dannati daidemonj ali' inferno nell’ eterne pene strascinati.
Questa opera è in detta chiesa , andando verso l’altar maggiore , aman ritta, dove sta il iàcerdote, quando si cantano le messe, a sedere.Alle monache di s. Piero martire, che oggi stanno nel monasteriodis. Felice in piazza , il quale era dell’ ordine di Camaldoli, fece in unatavola la nostra Donna , s. Gio. Batista , s. Domenico, s. Tommaso , es. Piero martire con figure picciole assai 1 . Si vede anco nel tramez-zo di s. Maria Nuova una tavola di sua mano . Per questi tanti lavori,estèndo chiara per tutta Italia la fama di F. Giovanni, Papa Niccola V.mandò per lui, ed in Roma gli fece fare la cappella del palazzo , doveil Papa ode la mesta, con un deposto di croce, ed alcune storie dis. L orenzo bellissime ^ , e miniar alcuni libri, che sono bellissimi . Nel-la Minerva fece la tavola dell’ altar maggiore 3 , ed una Nunziata , cheora è a canto alla cappella grande appoggiata a un muro . Fece anco per
il det-
I Quasi tutte le suddette pitture son perdute.
3 La cappella di san Lorenzo nel palazzoVaticano contigua alle danze dipinte da Rastacilo , era andata in tal dimenticanza , chebisognò a chi scrive quede note entrarvi perle finelirc . Ha le pareti tutte dipinte , divisein 12. quadri, dove è la vita di s. Lorenzo ,e le pitture son fresche > come se fossero fatteun anno addietro, c cosi belle in ogni parte ,
che poco ne manca per gîugnere ali* ultimaeccellenza . E sarebbe cosa utile , e di moltacuriosilà il farle /lampare per veder il progres-so della pittura , e gioverebbero > come giova-rono quelle di Alberto Duro »
j La tavola dell' altar maggiore della Mi-nerva non v* è più • La tavola della Nunziata,nominata appresso , si crede , che possa esser vnella cappella de’Carassi .