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Tomo primo.
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Vita d’Antonello da Messina. 339

dove fi ragiona del colorire a olio nelle cose di pittura . Ma con tuttociò , sebbene i mercanti ne facevano incetta » e ne mandavano per tut-to il Mondo a Principi, e gran personaggi con loro molto utile , lacosa non usciva di Fiandra . E ancoraché cotali pitture avellerò in sequell’ odore acuto, che loro davano i colori, e gli olj mescolati in-sieme , e particolarmente quando erano nuove, onde pareva , che fòs-se possibile conoscergli, non però si trovò mai nello spazio di moltianni. Ma essendo da alcuni Fiorentini, che negoziavano in Fiandra ,e in Napoli, mandata al re Alfonso primo di Napoli una tavola conmolte figure, lavorata a olio da Giovanni r , la quale , per la bellezzadelle figure , e per la nuova invenzione del colorito, su a quel re caris-sima , concorsero quanti pittori erano in quel regno per vederla, e datutti fu sommamente lodata . Ora avendo un Antonello da Messina , Antonello da Me/jìnapersona di buono, e dello ingegno , e accorto molto , e pratico nel P‘ ttore di gran seri*suo mestiere , atteso molti anni al disegno in Roma, si era prima ritira- 'to in Palermo , e quivi lavorato molti anni, e in ultimo a Messina suapatria, dove aveva con P opere confermata la buona opinione, cheaveva il paese suo della virtù , che aveva di benissimo dipignere . Co-stui dunque, andando una volta per sue bisogne di Sicilia a Napoli, in-tese, che al detto re Alfonso era venuta dì Fiandra la sopraddetta tavoladi mano di Giovanni da Bruggia, dipinta a olio per si fatta manie-ra , che si poteva lavare , reggeva ad ogni percossa , e aveva in se tut-ta perfezione. Perché fatta opera di vederla, ebbono tanta forza inlui la vivacità de' colori, e la bellezza , e unionâi quel dipinto , chemesso da parte ogni altro negozio , e pensiero , se n' andò in Fiandra ; va i„ riandrà pere in Bruggia pervenuto , prese dimestichezza grandissima col detto veder do. da Brug-Giovanni, facendogli presente di molti disegni alla maniera Italiana,e cs altre cose . Talmente che per questo , per P osservanza d’Antonel-lo , e per trovarsi esso Giovanni già vecchio ; si contentò , che Anto-nello vedesse P ordine del suo colorire a olio ; onde egli non si partì impara da lui la ma-di quel luogo , che ebbe benissimo appreso quel modo di colorire , che ”'* ra di colorire ct-ttanto desiderava . Né dopo molto , essendo Giovanni morto , Antonello ’se ne tornò di Fiandra per riveder la sua patria , e per far P Italia parte-cipe di così utile , bello, e comodo segreto. E stato pochi mesi aMessina , se n’ andò a Venezia , dove per essere persona molto dedita viene a Mesata, eda’ piaceri, e tutta venerea, si risolvè abitar sempre, e quivi finire la " Venezia.sua vita, dove aveva trovato un modo di vivere appunto secondo ilsuo gusto. Perché messo mano a lavorare , vi fece molti quadri a olio ,secondo che in Fiandra aveva imparato, che sono sparsi per le casede’ gentiluomini di quella città ; i quali, per la novità di quel la-

V u 2 voto,

1 Mandò Ciò. al duca d’Urbino Federi- finalmente venne in potere del magnifico Lo-go II. la flufa sua per usare le stesse parole renzo de* Medici > che fi dilettava, e rac-del Vasari nel cap. xrx. dell’Introduzione a coglieva tutte le più rare , ed eccellenti ma-quest’ opera . Dipinse a olio altresì un s. Gi- nifatturc »eolamo, il quale essendo capitato in Italia ,