Insegni * DomenicoV arte di colorire aolio .
340 Seconda Parti.
voro, vi furono stimati affai. Molti ancora ne fece , che furono mandatiin diversi luoghi • Alla fine , avendosi egli quivi acquistato fama, erammendati*infan g ran nome 5 gli fu fatta allogazione d’ una tavola , che andava inCasino . J s. Cassano , parecchia di quella città ; la qual tavola fu da A Monello conogni suo sapere , e senza risparmio di tempo lavorata . E finita , per lanovità di quel colorire , e per la bellezza delle figure , avendole fattecon buon disegno, fu commendata molto, e tenuta in pregio gran-dissimo . E inteso poi il nuovo segreto , che egli aveva in quella città ,di Fiandra portato , su sempre amato , e carezzato da que' magnificigentiluomini, quanto durò la sua vita .
Fra i pittori, che allora erano in credito in Venezia , era tenutomolto eccellente un maestro Domenico . Costui, arrivato A monello inVenezia , gli fece tutte quelle carezze , e cortesie, che maggiori fipoflòno fare a un carissimo , e dolce amico . Per lo che Antonello , chenon volle esser vinto di cortesia da maestro Domenico, dopo non moltimesi gì* insegnò il segreto, e modo di colorire a olio . Della qual cor-tesia , e amorevolezza straordinaria niun’ altra gli sarebbe potuta es.ser più cara : e certo a ragione ; poiché , per quella , siccome immagi-nato si era, fu poi sèmpre nella patria molto onorato. E certo colorosono ingannati in di grosso , che pensano , essendo avarissimi anco diquelle cose , che loro non costano , dovere essere da ognuno per gliloro begli occhi, come si dice, serviti. Le cortesie di maestro Do-menico Veneziano cavarono di mano d’Antonello quello , che avevacon sue tante fatiche , e sudori procacciatosi , e quello , che forfè pergrossa somma di danari non avrebbe a niuno altro conceduto. Ma perchédi maestro Domenico si dirà, quando sia tempo 1 , quello, che iavoraslè inFirenze , e a cui fusse liberale di quello , che avea da altri cortesemen-te ricevuto ; dico , che Antonello , dopo la tavola di s. Cassano, fecemolti quadri, e ritratti a molti gentiluomini Veneziani : e M. Ber-nardo Vecchietti Fiorentino ha di sua mano in uno stesso quadro s. Fran-cesco , e s. Domenico, molto belli. Quando poi gli erano state allo-gate dalla Signoria alcune storie in palazzo, le quali non avevano voluto concedere a Francesco di Monsignore Veronese , ancoraché moltosusiè stato favorito dal duca di Mantoa ; egli si ammalò di mal di pun-ta , e si mori d’anni 49. lènza avere pur messo mano ali’ opera . FuSm morte, edepìtaf dagli artefici nelfessoquie molto onorato per il dono fatto ali’arteP . della nuova maniera di colorire , come testifica questo epitaffio :
.Altre sue opere in Ve-
D. O. M.
Antonius pittar , pr<ecipuum Mejfiancefn £, £5? Sicilia totiui ornamen-tarti , bac htam contegitur . Non folum suis pittar is , in qiiibas fin?ulare ur-tisi -
1 Iodice il Valisi nella vita d* Andrea al suddetto Andrei , il quale con animo sel-lai Castagno , che è poco più sotto > dove Ione , ed inarato uccise poi a tradimento ilconta molte opere fatte da quello Domenico , medesimo Domenico .c tome insegnò il segreto di d'pigncrc a olio