383 Seconda Parte.
nari avanzati, a Fiesole se ne ritornò , e tolse donna . Nè molto tempoandò , cls egli per servigio delle donne delle Murate fece un taber-Tabernacolo di mar- nacolo di marmo di mezzo rilievo, per tenervi il Sacramento, il qualemo. fu da lui con tutta quella diligenza, eh’ei sapeva, condotto a perfe-
zione . Il qual non aveva ancora murato, quando inteso le monache diAltros$mile . 8 . Ambrogio , le quali erano desiderose di far fare un ornamento simile
nell’ invenzione , ma più ricco d’ornamento per tenervi dentro lasantissima reliquia del miracolo del Sacramento , la sufficienza di Mi-no , gli diedero a fare queir opera, la quale egli finì con tanta dili-genza , che satisfatte da lui quelle donne, glidiedono tutto quello ,che e’ dimandò per prezzo di quell’ opera : e così poco di poi prese afare una tavoletta con figure d’ una nostra Donna col figliuolo in_.braccio , messa in mezzo da s. Lorenzo , e da s. Leonardo di mezzo ri-lievo , che doveva servire per i preti, o capitolo di s. Lorenzo , ad in-Tavola della Badia stanza di Messer Dietisalvi Neroni ; ma è rimasta nella sagrestia delladiVtrem*. Badia di Firenze 1 . Ed a que’monaci fece un tondo di marmo , den-
Altri lavori. trovi una nostra Donna di rilievo col suo figliuolo in collo , qual posta-
no sopra la porta principale, che entra in chiesa ; il quale piacendomolto ali’ universale, fu fattogli allogazione di una sepoltura per ilmagnifico Messer Bernardo cavaliere de’ Giugni, il quale per essere sta-to persona onorevole , e molto stimata, meritò questa memoria da’ suoifratelli. Condusse Mino in questa sepoltura , oltre alla cassa , ed ilmorto, ritrattovi di naturale sopra , una Giustizia , la quale imitalamaniera di Desiderio molto , se non avesse i panni di quella un poco' tritati dall’ intaglio ; la quale opera fu cagione , che 1’ abate , e’ mona-
ci de Ila Badia di Firenze, nel qual luogo fu collocata la detta sepoltu-ra , gli dessero a far quella del Conte Ugo figliuolo del marchese Uber-to di Madeborgo 2 , il quale lasciò a quella Badia molte facultà , e pri-vilegi ; e così desiderosi d’onorarlo il più , eh’ ei potevano , tecionoSepoltura insigne fra fare a Mino di marmo di Carrara una sepoltura, che sula più bellatutte lesue opere. opera , che Mino facesse mai ; perché vi sono alcuni putti, che tengo-
no l’arine di quel conte , che stanno molto arditamente , e con unafanciullesca grazia, e oltre alla figura del conte morto , con 1’ effigiedi lui, eh’ egli fece in su la cassa » è in mezzo sopra la bara nella facciauna figura d’una Carità , concerti putti, lavorata molto diligente-mente , ed accordata insieme molto bene. Il simile si vede in una no-stra Donna iti un mezzo tondo col putto in collo, la quale fece Minopiù simile alla maniera di Desiderio, che potette ; e se egli avesse aiu-tato il far suo con le cose vive , ed avesse studiato , non è dubbio , eh’egli arebbe fatto grandissimo profitto nell’arte . Costò questa sepoltura
a tut-
i Or» c nella cappella privata dentro al scana figliuolo d’ Uberto , e nipote d’ Ugomonastero presti) ali’appartamento dcll’Aba- d’Arlì re d’ Italia : e Francesco Bocchi nellete , come dice il Lineili Bell.di Fir. a c. 387. Bell. di Fir. a car. 577.l’appellai ; Ugo Con-1 II Migliore nella sua Firenze illustrata te, e Marchese di Brandiburgo . Ma si vedaa car.485. lochiam» ; Ugo Marchese di To- Cosimo della Rena ne’ Marchesi di Toscana.