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Tomo primo.
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401
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Vita di Jacopo , Gio. » e Gentile Bellini. 401

porge i Federigo Barbarossa a b asci are il piede . Ma quale si susse lacagione, quella prima storia di Giovanni fu ridotta molto più vivace ,e senza comparazione migliore, dall’ eccellentissimo Tiziano . Ma se-guitando Giovanni le lue storie, fece nell’ altra il Papa , che dice mes-la in s. Marco , e che poi in mezzo del detto Imperatore , e del doge ,concede plenaria, e perpetua indulgenza a chi visita in certi tempi,la detta chiesa di fan Marco s e particolarmente per P Ascensione delSignore. Vi ritraile il di dentro di detta chiese » ed il detto Papa insulle scalee» che escono di coro in pontificale » e circondato da molticardinali » e gentiluomini ; i quali tutti sanno questa una copiosa ,ricca , e bella storia. Nell’ altra , che è di sotto a questa , fi vede ilPapa in roccetto » che al doge dona un’ombrella » dopo averne dataun’altra ali’Imperadore » e serbatone due per se. Nell’ultima » chevi dipinse Giovanni, si vede Papa Alessandro » P Imperadore , ed ildoge giugnere a Roma, dove suor della porta gli è presentato dal cle-ro » e dal popolo Romano otto stendardi di varj colori, e otto trom-be d'argento » le quali egli dona al doge , acciò P abbia per insegnaegli, ed i successori suoi. Qui ritrasse Giovanni Roma in prospettivaalquanto lontana, gran numero di cavalli » infiniti pedoni, molte ban-diere , e altri segni d’ allegrezza sopra castel s. Agnolo . E perché piac-quero infinitamente queste opere di Giovanni, che sono veramentebellissime , si dava appunto ordine di fargli fare tutto il restante di quel-la sala , quando si morì » estèndo già vecchio. Ma perché infin qui Morte 4i Giovanni .non si è d’altro» che della sala ragionato » per non interrompere lestorie di quella ; ora tornando alquanto addietro diciamo » che stima-no del medesimo si veggiono molte opere, ciò sono una tavola , che è Altre sue opere.oggi in Peserò in s. Domenico ali' altar maggiore. Nella chiesa di s. Za- p e s»ro .cariasti Vinezia alla cappella di s.Girolamo è in una tavola una nostra in Venni».Donna con molti Santi, condotta con gran diligenza » e un casamentofatto con molto giudizio - E nella medesima città nella sagrestia de’ fratiminori» detta la Ca grande, n’è un’altra di mano del medesimo fatta conbel disegno , e buona maniera . Una similmente n’è in fan Michele diMurano , monasterio de’ monaci Camaldolensi : e in s. Francesco dellaVigna , dove stanno frati del zoccolo , nella chiesa vecchia era in unquadro un Cristo morto , tanto bello, che que’ signori, estendo quellomolto celebrato a Lodovico undecimo re di Francia, furono quasi forza-ti , domandandolo egli con istanza, sebben mal volentieri a compia-cernelo ; in luogo del quale ne fu messo un altro col nome del medesimoGiovanni, ma non così bello , né così ben condotto come il primo ;e credono alcuni, che questo ultimo, per lo più, susse lavorato da Giro-lamo Mocetto creato di Giovanni. Nella confraternita parimente dis. Girolamo è un’opera del medesimo Bellino di figure piccole moltolodate. Ed in casa Mestèr Giorgio Cornato è un quadro similmenteTom.I. E e e bel-

1 Credo, che si* quel Girolamo Mozeto Veronese , che su aggiunto all’Abecedario delP. Orlandi .