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Tomo primo.
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420 ' Seconda Parte.

ne in grembo » ha finto, che uno angioletto , inginocchiato dirieto,-sostiene nostro Signore con un guanciale, non lo potendo reggere laMadonna , che ita in atto. d’orazione a man giunte . Nella chiesa disan Giullino dipinse a Messer Antonio Roteili una cappella de’Magiin fresco, ed alla compagnia della Madonna in pieve una tavola gran-di tfima , dove fece una nostra Donna in aria col popolo Aretino sotto ,dove ritraile molti di naturale ; nella quale opera gli ajutò un pittoreSpagnuolo, che coloriva bene a olio, ed ajutava in questo a Dome-nico , che nel colorire a olio non aveva tanta pratica , quanto nel-la tempera ; e con 1’ ajuto del medesimo conclude una tavola per lacompagnia della Trinità , dentrovi la circoncisione di nostro Signoretenuta cosa molto buona: enell’orto di san Fiore in fresco , un nolime tangere. Ultimamente dipinse nel vescovado per Messer DonatoMannelli primicerio una tavola con molte figure con buona invenzio»ne, e buon disegno > e gran rilievo , che gli fece allora , e sempreonore grandmiamo ; nella quale opera, estèndo assai vecchio , chiamò inajuto il Capanna pittor Sanese , ragionevol maestro , che a Siena fecetante facciate di chiaroscuro » e tante tavole ; e se suste ito per vita, sifaceva molto onore iteli' arte, secondo che da quel poco, che aveafatto, si può giudicare . Aveva Domenico setto alla fraternità d' Arez-zo, un baldacchino dipinto a olio, cosa ricca, e di grande spese,il quale , non ha molti anni, che prestato per fare in san Francescouna rappresentazione di sen Giovanni e Paolo , per adornarne unparadiso vicino al tetto della chiese, estèndo!! dalla gran copia_»de’lumi acceso il fuoco , atse insieme con quel che rappresentava DioPadre, che per esser legato, non potette fuggire, come feciono gliangioli ; e con molti paramenti, e con gran danno de gli spettatori ; iquali spaventati dal!’ incendio, volendo con furia uscire di chiesa,mentre ognuno vuole essere il primo , nella calca ne scoppiò intornoa 80. che su cosa molto compastîonevole, e questo baldacchino su poi ri-fatto con maggior ricchezza, e dipinto da Giorgio Vasari. Diede!! poiDomenico a fare finestre di vetro, e di sua mano n’erano tre in vescova-An?elo dì 'Eorentina do, che per le guerre furon rovinate dall’ artiglieria . Fu anche creatodiscepolo dell'Abate . medesimo, Angelo di Potentino pittore , il quale ebbe aslài buonoMorte dell' Abate , « ingegno . Lavorò l’arco sopra la porta di s. Domenico ; e se Risse statosuoi erteomj , aiutato, sarebbe fattosi boni istmo maestro. Morì l’Abate d’anni 83. e

lasciò imperfetto il tempio della nostra Donna delle Lacrime, del qua-le aveva fatto il modello , e il quale è poi da diversi stato finito. Meritadunque costui di esser lodato per miniatore, architetto, pittore, emusico • Gli fu data da i suoi monaci sepoltura in s. Clemente sua badia,e tanto fono state stimate sempre l’opere sue in detta città , che soprajl sepolcro suo si leggono questi versi :

Suo epitaffio . Pingebat dacie Zeitjìs , condebat (°? cedei

Nieoit , Pan caprìpes , fi/hila prima tua est .

Non

Tnetndic spaventosoin Arenao .