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Tomo primo.
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459
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Vita di Andrea Verrocchio. 459

reverendo don Vincenzo Borghini nel suo libro, del quale si è di so-pra ragionato • E fra gli altri un disegno di sepoltura da lui fatto inVinegia per un doge, e una storia de' Magi , che adorano Cristo :e una testa d’una donna finissima, quanto si posta , dipinta in carta. Fe-ce anco a Lorenzo de’ Medici, per la fonte della villa a Careggi , un Maravigliosafiguraputto di bronzo, che strozza un pesce ; il quale ha fatto porre , come bromo .oggi si vede , il sig. duca Cosimo alla fonte , che è nel cortile del suopalazzo 1 ; il qual putto è veramente maraviglioso . Dopo , essendosifinita di murare la cupola di santa Maria del Fiore , sii risoluto dopomolti ragionamenti } che si facesse la palla di rame , che aveva a esser Palla Hi rame str laposta in cima a quell’edifizio » secondo sordine lasciato da Filippo •Brunelleschi ; perché datone la cura ad Andrea , egli la fece alta brac-cia quattro ; e posandola in sur un bottone, la incatenò di manie-ra , che poi vi si potè metter sopra sicuramente la croce. La qualeopera finita , fu messa su 2 con grandissima festa, e piacere de’ popoli.

Ben è vero » che bisognò usar nel farla ingegno , e diligenza , perchési poteste, come si fa , entrarvi dentro per di sotto , e anco nel!’ ar-marla con buone fortificazioni, acciocché i venti’ non le potessero farnocumento . E perché Andrea mai non si stava , e sempre o di pit-tura , odi scultura lavorava qualche cola , e qualche volta tramezzavaì’un’ opera con s altra , perché meno , come molti fanno , gli venisseuna stessa cosa a fastidio ; sebbene non mise in opera i sopraddetti car-toni , dipinse nondimeno alcune cose , e fra 1’ altre una tavola allemonache di s. Domenico di Firenze, nella quale gli parve estòrsi por-tato molto bene , onde poco appresto ne dipinse in s. Salvi un’ altraa’ frati di Vallombrofa , nella quale è, quando fan Giovanni battezzaCristo . E in questa opera aiutandogli Lionardo da Vinci allora giova- e * ajutato Ha Le».netto» e suo discepolo» vi colorì un angelo di scarnano» il quale »ario Ha vinci, e su.era molto meglio » che 1’ altre cole . Il che fu cagione , che Andrea si ^ lttt * W ct *risolvette a non voler toccare più pennelli , poiché Lionardo^ così 1giovanetto in quell’arte si era portato molto meglio di lui.

Avendo dunque Cosimo de’ Medici avuto dì Roma molte antica-glie » aveva dentro alla porta del sco giardino » ovvero cortile » cheriesce nella via de’Ginori » fatto porre un bellissimo Marsia di marmobianco, impiccato a un tronco per dovere estere scorticato ; perchévolendo Lorenzo 3 suo nipote , al quale era venuto alle mani un torsocon la testa d’un altro Marsia antichissimo» e molto più bello» chel’altro » e di pietra rosta ; accompagnarlo col primo » non poteva ciòfare » essendo imperfettissimo . Onde datolo a finire , ed acconciare perfiùona leggiti-ad Andrea » egli fece le gambe » le cosce » e le braccia » che mancava- bramente um statua

M m m 2 no di marmo .

t Cioè nei primo cortile di Palazzo vee- posson vedere nel Baldînucci nel luogo cita-ehio , dove allor* abitava il Duca . to. Questa palla fu gettata giù da un salmi*

a La palla fu messa sulla Cupola il di a?, ne, e su rifatta un poco più grande .di Maggio del 147». Pesò questa palla lib- ; Cioè Lorenzo il Magnifico figliuolo dilire -zSî. Altre particolarità più minute lì Pietro il gottoso figliuolo di Cosimo P. P.