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Tomo primo.
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460
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<Cavalio di bronziferì»statua di Bar-tolommei d» Berga-mi ,

Sitan» accidente, per*ui terminò la vita .

Su» lavoro per Vi-fttj» finito da Loren-zetto .

Vanni Cr»Jfc suo di-scepolo .

460 Seconda Parte.

no a questa figura , di pezzi di marmo rollo tanto bene , che Lorenzone rimase sodisfattifîìmo, e la fece porre dirimpetto ali’ altra, dal?altra banda della porta. Il quale torlo antico, fatto per un Marsiascorticato» fu con tanta avvertenza » e giudizio lavorato, che alcunevene bianche , e sottili, che erano nella pietra rossa , vennero intaglia-te dal? artefice in luogo appunto, che pajono alcuni piccoli nervici-ni, che nelle figure naturali, quando sono scorticate, si veggiono .Il che doveva far ^parere quel? opera, quando aveva il sito primieropulimento» cosa vivissima . Volendo intanto i Veneziani onorare la moltavirtù di Bartolommeo da Bergamo, mediante il quale avevano avutomolte vittorie » per dare.animo aglialtri ; udita la famad’Andrea locondussero a Venezia , dove gli fu dato ordine , che facesse di bronzola statua a cavallo di quel capitano » per porla in sulla piazza di s.Gio-vanni » e P-oso . Andrea dunque » fatto il modello del cavallo» avevacominciato ad armarlo per gettarlo di bronzo » quando » mediante ilfavored’alcuni gentiluomini, fu deliberato» che Vestano da Padovafacesse la figura » e Andrea il cavallo. La qual cosa avendo intesoAndrea » spezzato che ebbe al suo modesto le gambe » e la testa , tut-to sdegnato se ne tornò senza sor motto a Firenze. Ciò udendo la Si-gnoria » gli fece intendere » che non suste mai più ardito di tornare inVenezia » perché gli farebbe tagliata la testa ; asta qual coso » scri-vendo rispose » che se ne guarderebbe , perché spiccata che le aveva-no » non era in loro facoltà rapiccare le teste agli uomini » né una si-mile alla sua-giammai » come arebbe saputo lui fare di questa » che egliavea spezzata al suo cavallo » e più bella . Dopo la qual risposta > che-non dispiacque a que’ signori, fu sotto ritornare con doppia provvisio-ne a Venezia-» dove » racconcio che ebbe il primo modesto» lo gettòdi bronzo » ma non so finì già del tutto » perché » essendo riscaldato ,e raffreddato nel gettarlo » si morì in pochi giorni in quella città » la-sciando imperfetta non solamente quel? opera » ancorché poco mancasseal rinettarla » che fu messa nel luogo » dov’ era destinata ; ma un’ altraancora » che faceva in Pistoja » cioè la sepoltura del cardinale Forte-guerra » con le tre Virtù teologiche, e un Dio Padre sopra : la qualeopera su finita poi da Lorenzetto scultore Fiorentino L Aveva Andrea,quando morì » anni g6. Dolse la sua morte infinitamente a gli amici » eda’ suoi discepoli » che non furono pochi, e massimamente a Nanni Gros-so scultore , e persona molto astratta nel? arte » e nel vivere . Dicesi »che costui non averebbe lavorato fuor di bottega > e particolarmente néa monaci » né a frati » se non avesse avuto per ponte ? uscio della vol-ta » ovvero cantina » per potere andare a bere a sua posta » e senza averea chiedere licenza. Si racconta anco di lui » che essendo una volta tor-nato sono » e guarito di non so che sua infirmità da s- Maria Nuova , ri-

spon-

1 lorenzetto di cognome latti, secondo l'Abeecdario. Vi esso icore la Vita aperteil Vasari nel tomo il,