4 66 Seconda Parte.
una figuracela corpacciuta con una lancia , e con una spada in mano . ViVarj ritratti al na. ritrasse similmente Noferi di Messer Palla Strozzi Fiorentino , Messer- Girolamo dalla Valle, medico eccellentissimo , Messer Bomsacio Fu-
zimeliga dottor di leggi, Niccolò orefice di Papa Innocenzo Vili., eBaldaslàrre da Leccio, suoi amicissimi ; i quali tutti fece vestiti d’ar-me bianche brunite , e splendide , come le vere sono , e certo con bellamaniera. Vi ritrasse anco Messer Bonramino cavaliere, ed un certovescovo d' Ungheria, uomo sciocco affatto, il quale andava tutto giornoper Roma vagabondo, e poi la notte fi riduceva a dormire , come lebestie, per le stalle . Vi ritraile anco Marsilio pazzo nella persona delcarnefice, che taglia la testa a s. Jacopo , e similmente se stesso . In-fornala quest’ opera gli acquistò , per la bontà sua , nome grandissimo .Dipinse anco, mentre faceva questa cappella, una tavola, che su postaStfo» lavati diversi . sonta Justina ali’ altar di s. Luca : e dopo lavorò a fresco 1’ arco , cheè sopra la porta di s. Antonino , dove scrisse il nome suo . Fece in Ve-rona una tavola per saltare di s.Gristofano, e di s. Antonio, ed alcanto della piazza della paglia fece alcune figure. In s. Maria in or-gano al frati di monte Oli veto fece la tavola dell' altar maggiore , cheè bellissima , e similmente quella di s. Zeno : e fra 1’ altre cose , standoin Verona, lavorò, e mandò in diversi luoghi, e n’ ebbe uno abate dellaBadia di Fiesoli sito amico, e parente un quadro , nel quale è una no-stra Donna dal mezzo in so col figliuolo in collo , ed alcune teste d' an-geli , che cantano, fatti con grazia mirabile ; il qual quadro è oggi nel-la libreria di quel luogo, e so tenuta allora, e sempre poi come cosopitture nel castello di rara. L perché aveva, mentre dimorò inMantoa, fatto gran servitù conMantova» Lodovico Gonzaga marchese, quel signore , che sempre stimò aliai, e
favori la virtù d’Andrea, gli fece dipignere nel castello di Mantoa , perla cappella, una tavoletta , nella quale sono storie di figure non moltograndi, ma bellissime. Nel medesimo luogo sono molte figure, chescortano al di sotto in so, grandemente lodate j perché sebbene ebbe ilmodo del panneggiare crudetto, e sottile, e la maniera alquanto sec-ca, vi si vede nondimeno ogni coso sorta con molto artifizio , e diligen-Tutnfo za. AI medesimo marchese dipinse nel palazzo di s. Sebastiano in Man-*ìuttel*altrefUef T * toa * n una ^ a ^ trionfo di Cesare 1 , che è la miglior coso, che lavorasise mai. In quest’ opera si vede con ordine bellissimo situato nel trionfi»la bellezza, e l’ornamento del carro : colui, che vitupera il trionson-te, i parenti, i profumi, gs incensi, i socrifizj, i socerdoti, i tori pelsacrificio coronati, e’prigioni, le prede fatte da’soldati, 1’ordinanzadelle squadre, i dosanti, le spoglie, le vittorie , e le città, e le roc-che in varj carri, contrafatte con una infinità di trofei in soli’ aste ,e varie armi per testa, e per indosso, acconciature , ornamenti, edvasi infiniti: e tra la moltitudine de gli spettatori una donna , che haper la mano un putto, al qual essendosi fitto una spina in un pie, lo mo-stra egli piangendo alla madre, con modo grazioso , e molto naturale.
Co-
i Questo trionfo è intagliato in rame.