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Tomo primo.
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438 Seconda Parte.

Ttuhì in e innztj stro ; il quale gli rispose sempre di un medesimo tenore , cioè che inferisci* pittura. Firenze, più che altrove, venivano gli uomini perfetti in tutte sarti,e specialmente nella pittura ; atteso che in quella città sono spronatigli uomini da tre cose, l’una dal biasimare, che fanno molti, e molto»per far quel? aria gì’ ingegni liberi di natura , e non contentarsi uni-versalmente dell’opere pur mediocri, ma sempre più ad onore delbuono, e del bello, che a rispetto del facitore considerarle . L’altra ,che a volervi vivere , bisogna estere industrioso » il che non vuole direaltro» che adoperare continuamente l’ingegno» ed il giudizio » edestere accorto » e presto nelle site cose , e finalmente sitper guadagna-re , non avendo Firenze paese largo » e abbondante » di manierache e’possa dar le spese per poco a chi si sta » come dove si trova delbuono assai. La terza » che non può forse manco dell’ altre, è unacupidità di gloria» ed onore» che quell’ aria genera grandissima inquelli d’ogni professione , la qual in tutte le persone » che hanno spi-rito » non coniente, che gli uomini voglino stare al pari, non cherestare in dietro a chi e’ veggono essere uomini » come sono essi » ben-ché gli riconoschino per maestri ; anzi gli sforza bene spesso a deside-rar tanto la propria grandezza » che se non sono benigni di natura »o savj » riescono maldicenti » ingrati » e sconoscenti de’ benefizj. E’ benvero, che quando 1’ uomo vi ha imparato tanto che basti » volendofar altro » che vivere come gli animali giorno per giorno» e deside-rando farsi ricco » bisogna partirsi di quivi » e vender suora la bontàdell’ opere sue » e la riputazione di està città ; come sanno i dottoriquella del loro studio • Perché Firenze sa degli artefici suoi » quel cheil tempo delle sue cose ; che fatte » se le disfa » e se le consuma a po-co a poco . Da questi avvisi dunque » e dalle persuasioni di molti altrimosso , venne Pietro in Fiorenza con animo di farsi eccellente ; e benegli venne fatto » conciossiachè al suo tempo le cose della maniera sualurono tenute in pregio grandissimo . Studiò sotto la disciplina d’ An-drea Vermocchio^ e le prime sire figure furono fuor della porta al Pratoin s. Martino alle monache » oggi minato per le guerre. E in Camal-cutlla ^oli un s. Girolamo in muro allora molto stimato da’ Fiorentini » e con* lode mesto innanzi » per aver fatto quel sento vecchio magro » e asciuttocon gli occhi fisso nel Crocifisso > e tanto consumato » che pare una no-„ tomia » come fi può vedere in uno cavato da quello » che ha il già

Mtn se ut spensero detto Bartolommeo Gondi r . Venne dunque in pochi anni in tanto cre-in v/rrj^f/î. dito» che dell’opere sue s’ empiè non solo Fiorenza » e Italia» mala Francia » la Spagna» e molti altri paesi, dove elle furono manda-te . Laonde tenute le cose sue in riputazione » e pregio grandissimo »,cominciarono i mercanti a fare incetta di quelle » e a mandarle fuoriin diversi paesi con molto loro utile » e guadagno. Lavorò alle donneTeiftla l/dliffimn in di s- Chiara in una tavola un Cristo morto., con sì vago colorito » e:

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S* pose sotto *1 Ver-torchio .

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