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Tomo primo.
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tallo , che è sopra una porta laterale del duomo , fi creda di Pier Far-nese , mentre che il Bocchi nelle Bellezze di Firenze lo ha asserito lìcti-ramento . Questa gli fu posta per provvisione nel!’anno 1363. benchéle deliberazioni dell’ Opera del medesimo duomo non dicano, che siaopera dell’ Orgagna , come si può vedere presso il Baldinucci nella Vi-ta di Paolo Uccello; ma tuttavia si tien per fermo, che la statua è di Pie-tro Farnese .

V. 24. La vetrata di questa finestra su fatta per Lazzaro di Giovan- Pag-22 <•ni di Feo di Braccio cittadino Aretino , e il Vaiar! lo ha mal nomina-to ; ma la vetrata andò male nel tempo addietro .

V.penult. Quel che riprende il Vasari in Lorenzo Ghiberti, è av-venuto a lui in queste Vite ; poiché talora dice : Questa pittura su ope-ra di Giorgio Vasari : e talora dice: Questa tavola su dipinta da meP anno tale . Ma di lui non si può dire quelche egli dice del Ghiberti,che sapeva meglio dileguare , che tessere storie , perché è avvenutoal Vasari per avere scritta in vari tempi.

Aggiungi in fine della 2. nota . Il Ghiberti morì 1 ’ anno 1455.

V. 26. Senza dubbio i disegni del Ghiberti dovevano estere, oltre P- 226 -ogni credere bellissimi, e potere stare quasi al pari di quelli di Raf-faello ; onde è da compiangere senza fine la Raccolta tante volte citatain quest’opera , che ne aveva fatta il Vasari , la qual Raccolta è andataspersa in varie parti del Mondo ; disgrazia , che bene spesso accade alleraccolte delle cole più preziose , come di disegni, di stampe , di qua-dri , di medaglie , di pietre intagliate , di libri tanto scritti a mano ,che stampati. Una simile Raccolta di disegni su fatta da Benedetto Luticelebre pittore , in che si può dire , che impiegasse tutta la lùa vita , etanto tempo, che gli avrebbe fruttato gran somma di danaro, le Ioavesse impiegato in dipignere ; oltre quello , che egli spese di sua bor-ra per acquistare detti di regni, non avendo avuto riguardo a spesa al-cuna ; e oltre il gran carteggio , che aveva da per tutto per andare intraccia da questi disegni, de’quali allora se ne trovava gran copia nel!’

Italia. Fece dunque questa grande, e lecitissima Raccolta ascendentea 14)65. disegni, divisi in 114. cartelle ; cominciando dagli antichi, egiungendo fino a’ suoi tempi. Tra questi è una cartella di disegni diRaffaello d’Urbino , e del Coreggio , che monta al numero 259. Unaltra di 89. disegni, parte di Lionardo da Vinci, e parte del Éonar-roti, con alcuni del Frate . Troppo lungo sarebbe il riportar qui vindi-ce intero, ma da queste due cartelle si può raccogliere il pregio ditutta la collezione , la quale tanto più è stimabile , quanto che è fattada un eccellente pittore , e intendentissimo discernitore per la pra-tica , che aveva fatto su questo studio in tutta la sua vita . Questa Rac-colta ha avuto la sorte d’ essere stata custodita con gran gelosia daglieredi di detto Benedetto Luti, onde non è andata dispersa come lealtre . Ma comechè questi non attendono alla pittura, non hannovoluto tenere sotterrato un tesoro si prezioso, e si utile, e che tropposuperiore cosa era il ritenerlo in una casa privata, essendo solo de-gno di stare nel palazzo di un Monarca . Ma finalmente avendo tro-vato il sig. Guglielmo K. Kent capacissimo di conoscerne il pregio ,ed. farne la giusta stima, 1’hanno ad esso ceduta per una rispettabi-le somma di danaro.

VI-