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Tomo primo.
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dar più lume alla chiesa . Così è stato fatto in molte altre per la mu-tazione dell’idee, che si son fatte negli uomini. Ne’tempi antichi siprocurava, che le chiese sosterò oscure, onde nelle più antiche siveggono le finestre strettissime , e come feritoje, per le quali nonpasserebbe la testa d’ un fanciullo. Quando poi le ingrandirono ( ac-ciocché non rendessero tanto lume ) si chiusero co’ vetri dipinti.Questo era fatto , perché nel fare orazione si stesse più raccolti, eperché essendosi tolto il santo uso di tener separati gli uomini dalledonne con un tramezzo alto, per via di questa olcurità si troncasse-ro l’occasioni d’ amoreggiare . I moderni le vogliono luminose , e lamescolanza degli uomini colle donne. 11 Venerabile Cardinale Tom-masi, dottissimo , e santissimo uomo , nella chiesa di s. Martino a’ Mon-ti , suo Titolo , rinnovò questa divisione con far nel mezzo desta chiesaun tavolato, il quale, appena morta S.E., fu tolto via . In Firenze ne èrimalo un vestigio pel perdono di s. Giovanni, nel qual giorno si ponein quella chiesa un tavolato divisorio degli uomini dalle donne.

V. 39. Parla qui il Vasari di Cosimo vecchio detto : Vater patria .

V. penu.lt. E’ famosa anche in oggi in Firenze questa statua di s. Gio-vanni , e si reputa una delle più belle opere di Donato, e che possastare a fronte a qualunque statua sia stata scolpita di poi.

V. 11. La testa di cavallo, che è in Napoli nel cortile del duca diMatalona, è veramente antica, e non di Donato. Està è 1 ' avanzod’un cavallo , che intero era eretto avanti alla cattedrale; ma unarcivescovo lo fece fondere per farne una grossa campana, stiman-do cosa indecente il tenere avanti alla chiesa principale quell’avan-*0 della Gentilità . Si vegga la Descrizione di Napoli del Sarnelli,e le Vite de’pittori Napoletani del Dominici tom. 3. a c. 6 }., doveè interposta 1 ' autorità del cavalier Massimo Stanzioni celebre pit-tore Napoletano, e notato questo sbaglio del Vasari, che dovettepoco osservar questa testa, perché io stesso tutte le volte, che so-no andato a Napoli, 1 ' ho riveduta , e giudicata sempre antica .

V. 2 6. Questo tabernacolo non è più soli’ altare del Sacramento,ma ve n’è uno composto di bronzi dorati, e di lapislazzuli, fatto col di-segno del Vernino, ricavato dal bellissimo tempietto , che fece Braman-te nel primo chiostro di s. Pietro in Montorio .

V.6. Questi due colossi sono andati male, consumati dall’ acqua,t dall’ intemperie delle stagioni.

y.i%. Il Vasari non ha poi parlato più di queste miniature, nédi questo fra Bernardo .

V. io. La famiglia da Sommaja fu molto nobile, ma si è spentapochi anni sono a mio tempo. Si trova, che Ghirico da Sommajafu gonfaloniere 1 ’ anno 1363. Veggasi l’Ammirato libr. 12. ac. 626.

Ttyta 1. Per un astrazione di mente ho detto il Torelli Faentino, sa-pendo benissimo, che era da Fano, e cosi avendo stampato altrove .

In fine delV ultima nota fi aggiunga . Il Padre Resta aveva una te-sta di belle fattezze , disegnata , e lumeggiata così bene , che gli fugiudicata dagl’intendenti perdi Lionardo da Vinci, odi Raffaello.Aveva anche un disegno del medesimo Donato della parte davanti,e di quella di dietro della statua della Dovizia, che Donato scolpì,come è scritto a c. 275. di questa sua Vita .

Giunti alle note del Tomo J.

Pag-277-P 278-

P.279*

P.280.

P.28r.

P.2S2.

P.2S5-

E

VI-