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Tomo secondo.
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Scprt% ogni altroeecetlente nella musi-ca , e nella pittura

6 Terza Parte.

de’ disegni tante volte citato ; come sii quella d’ Amerigo Vespuc-ci, eh’ è una testa di vecchio bellissima, disegnata di carbone, e pari-mente quella di Scaramuccia capitano de’ zingani, che poi ebbe MesserDonato Valdambrini d’Arezzo 5 canonico di s. Lorenzo » latitagli dalGiambullari Cominciò una tavola dell’ adorazione de’ Magi, che v’ èfu molte cose belle , massime di feste , la quale era in cala d’ AmerigoBenci » dirimpetto alla loggia de i Peruzzi, la quale anch’ ella rimaleimperfetta , come 1 ’ altre cose sue . Avvenne , che morto GiovanGaleazze» duca di Milano , e creato Lodovico Sforza nel grado mede-£.' rendette* Milano^ fi mo 1 ’anno 1494. su condotto a Milano con gran riputazione Lionar-

....’ do al duca 5 il quale molto li dilettava del suono della lira» perché

, sonasse ; e Lionardo porrò quello strumento 5 eh’egli aveva di sua ma-ro fabbricato» d’ argento gran parte, in forma d’ un teschio di cavallo,cosa bizzarra » e nuova » acciocché 1’ armonia soste con maggior tuba ,e più sonora di voce ; laonde superò tutti i musici » che quivi eranoconcorsi a sonare . Oltia ciò su il migliore dicitore di rime ali’ improv-viso del tempo suo . Sentendo il duca i ragionamenti tanto mirabili diLionardo » talmente s’innamorò delle lue virtù , eh’ era cosa incredi-bile . E pregatolo gli fece fare in pittura una tavola d’ altare , dentro-vi una Natività , che su mandata dal duca ali’ imperatore . Fece an-cora in Milano ne’fiati di s. Domenico» a s. Maria delle Grazie» uncenacolo 1 2 » cosa bellissima » e maravigliosa » ed alle teste de gli apo-stoli diede tanta maestà , e bellezza » che quella del Cristo laiciò im-perfetta » non pensando poterle dare quella divinità celeste » che_,ali’ immagine di Cristo si richiede . La quale opera rimanendo così perfinita» è stata dai Milanesi tenuta del continuo in grandissima vene-razione » e da gli altri forestieri ancora ; atteso che Lionardo s’im-maginò » eriulcigli» di esprimere quel sospetto » eh’era entrato ne gliapostoli » di voler sapere , chi tradiva il loro maestro. Per il che sivede nel viso di tutti loro l’amore » la paura » e lo sdegno » ovvero ildolore di non potere intendere 1 ’ animo di Cristo ; la qual colà nonarreca minor maraviglia » che il conoscersi allo incontro l’ostinazione »Podio» e’l tradimento in Giuda » senza che ogni minima parte dell’opera mostra una incredibile diligenza ; avvenga ché insino nella tova-glia è contraffatto 1’ opera del tessuto d’una maniera » che la rensa stessanon mostra il vero meglio.

Dicesi»

Cenacolo stupendeniente dipinto .

1 Piersrancesco Giambullari ca-nonico di s. Lorenzo di Firenze, ecelebre letterato.

2 Tutta la storia di questo Cena-colo si trova minutamente descrittain una eruditissima lettera del signorManette , che è nel tom.2. delle let-tere pittoriche num. LXXXIV., e

in essa sono anche moltissime parti-colarità circa gli studj, e 1’ operecomposte dal Vinci, come circa allapittura, e architettura, molte del-le quali cose sono anche nelle note adetta lettera , e tutte illustrano assaiquesta Vita del Vasari.