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Tomo secondo.
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io Terza Parte.

che fi andava trastullando con un pecorino , non senza nn ghignod’una sant’Anna, che colma di letizia , vedeva la sua progenie ter-rena esser divenuta celeste : considerazioni veramente dal? intelletto ,ed ingegno di Lionardo . Questo cartone , come di sotto si dirà , andòVece alcuni ritratti poi in Francia I 2 . Ritrasse la Ginevra d’Amerigo Benci » co à bellissima

squisitissimi '

Nf l ritrarre fa to -tlicr la malinconia »

ed abbandonò il lavoro a' frati, i quali lo ritornarono a Filippino , ilquale» sopravvenuto egli ancora dalla morte , non lo potè tìnire . PreseLionardo a fare per Francesco del Gioconda il ritratto di MonaLila sua moglie 3 * , e quattro anni penatovi, lo lasciò imperfetto 5 , la qua*le opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanableo ;nella qual testa, chi voleva vedere, quanto ? arte potesse imitar laNatura , agevolmente si poteva comprendere ; perché quivi erano con-traffatte tutte le minuzie , che si possono con sottigliezza dipignere .Avvengachè gli occhi avevano que’ lustri, e quelle acquitrino, chedi continuo si veggono nel vivo ; ed intorno a essi erano tutti que’rossigni lividi, e i peli, che non senza grandissima sottigliezza si pososono fare . Le ciglia , per avervi fatto il modo del nascere i peli nellacarne , dove più folti, e dove più radi, e girare secondo i pori dellacarne , non potevano essere più naturali. Il naso, con tutte quelle bel-le aperture rossette, e tenere , si vedeva essere vivo. La bocca , conquella sua ssenditura , con le sue fini unite dal rosso delia bocca , conl’incarnazione del viso » che non colori, ma carne pareva veramen-te . Nella fontanella della gola , chi intentissimamente la guardava ,vedeva battere i polsi , e nel vero si può dire, che questa fosse, dipin-ta d’ una maniera da far tremare , e temere ogni gagliardo artefice ,e sia qual si vuole. Usovvi ancora quest’ arte , eh’ essendo M- Lisa bel-lissima , teneva, mentre che la ritraeva , chi sonasse, o cantasse , e

di

1 II Lomazzo libr. 2. cap. 17. delTrattato della pittura Se c. scrive:del cartone della s. Anna : „ Fu traso„ ferito in Francia , e ora si trova in„ Milano appresso Aurelio Levino„ pittore , c ne vanno attorno molti„ disegni.

2 II medesimo nel Tempio dellapittura cap. 2. a cart. 7. dice, cheMona Lisa era Napoletana, ma du-bito , che prenda errore , e che fosseFiorentina.

3 TI medesimo nel detto Tempio

della pittura cap. 2. dice, che questo

quadro è interamente finito , e ilsignor Mariette intendentissimo diqueste cose , e che ha avuto. 1’ agiodi contemplarlo , ei esaminarlo mi-

nutamente , dice , che è stimabilissi-mo principalmente per la sua estre-ma finitezza, e che non pare possibilelo spingerla più oltre . Sicché biso-gna credere , che quando il Vasaridice, che lo lasciò imperfetto, in-tenda di parlare , secondo l’idea diLionardo , che non si contentavamai , e che avrà sempre detto nelmostrar questo quadro , di non esse-re soddisfatto, perché non era ri-dotto a quella perfezione, che ave-va nel? idea , e alla quale non po-teva arrivare con la mano. Il P. Pie-tro Dan Trinitario, autore del „ Te-„ foro delle maraviglie di Fontana-,, blò „ assicura, che Francesco I. lopagò quattro mila scudi.