Sala del pubblico al -
Vita di Lionardo da Vinci. ji
di continuo buffoni, che la facessero Ilare allegra , per levar via quelmalinconico, che suol dare spesso la pittura a’ ritratti, che si fanno.
Ed in questo di Lionardo vi era un ghigno tanto piacevole, eh’eracola più divina , che umana a vederlo , ed era tenuta cosa maraviglio-sa , per non essere il vivo altrimenti.
Per la eccellenza dunque delle opere di questo diviniflimo artefi-ce era tanto cresciuta la fama sua, che tutte le persone , che si diletta-vano dell' arte , anzi la stessa città intera intera desiderava, eh’ egli lelasciasse qualche memoria ; e ragionavasi per tutto di fargli fare qual-che opera notabile , e grande , donde il pubblico soste ornato , edonorato di tanto ingegno, grazia, e giudizio, quanto nelle cose diLionardo fi conosceva . E tra il gonfaloniere , e i cittadini grandi sipraticò , eh’ essendosi fatta di nuovo la gian sala del Consiglio, 1’ ar-chitettura della quale su ordinata col giudizio , e consiglio suo, diGiuliano 5. Gallo , e di Simone Pollajuoli detto Cronaca , e di Micbe-lagnolo Bonarroti , e Laccio d’ Agnolo ( cerne a’ suoi luoghi più di-stintamente si ragionerà ) la quale finita con grande prestezza , superdecreto pubblico ordinato » che a Lionardo fosse dato a dipigr.erequalche opera 1 ella ; e così da PieroSoderini, gonfaloniere allora di giu-stizia , gii fu allogata la detta sàia. Per lo che volendola condurre, l*!* 1 **^ Vinci, «Lionardo cominciò un cartone alla sala del Papa , luogo in s. Malia f ‘°‘ f * * ’f ,n S a ‘Novella, doninovi la storia di Niccolò Piccinino capitano del duca ^ ^
Filippo di Milano , nel quale disegnò un groppo di cavalli, che com» * 1 ■***
battevano una bandiera , colà che eccellentissima , e di gran magisterofu tenuta per le mirabilissime considerazioni, eh’ egli ebbe nel far quel-la fiuta - Perciocché in essa non si conosce meno la rabbia , lo sdegno,e la vendetta ne gli uomini, che ne’ cavalli, tra’ quali due, intreccia-tisi con le gambe dinanzi, non fanno men guerra coi denti, che sifaccia, chi li cavalca nel con battere detta bandiera; dove appiccatole mani un soldato , con la forza delle spalle, mentre mette il cavalloin suga, rivolto egli con la persona, aggrappato l’aste dello stendar-do, per sgusciarlo per forza dalle mani dr quattro, che due lo difen-dono con una mano per uno, e 1’ altra in aria, con le spade tentano ditagliar Paste , mentre che un soldato vecchio con un beretton rosso,gridando tiene una mano nell’ asta , e con 1’ altra inalberato una stolta,mena con stizza un colpo, per tagliar tutte a due le mani a coloro ,che con forza digrignando i demi, tentano con fierissima attitudinedi difendere la loro bandiera . Oltra che in terra fra le gambe de’ ca-valli v’ è due figure in iscorto» che combattendo insieme , mentre unoin terra ha sopra un soldato , che alzato il braccio, quanto può , conquella forza maggiore gli mette alla gola il pugnale per finirgli lavita; equell’altro con le gambe , e con le braccia sbattuto, fa ciò eh'egli può per non volere la morte . Nè si può esprimere il disegno, cheLionardo. fece ne gli abiti de’soldati, variatamente variati da lui;
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