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Tomo secondo.
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Izo Terza Parte.

qe , come si è detto , nella Pace ; al fare della quale opera gli fu digrande ajuto V aver veduto nella cappella del Papa l'opera di Miche-lagnolo. E se Raffaello si fosse iu questa sua detta maniera fermato, nqavesse cercato d' aggrandirla. » e variarla per mostrare, eh' egli in-tendeva gl’ ignudi così bene , che Michelagnolo , non si sarebbe toltoparte di quel buon nome , che acquistato si aveva, perciocché gl* ignu-di > che fece nella camera di torre Borgia, dove è P incendio di bor-go nuovo , ancorché siano buoni, oonsono in tutto eccellenti 1 . Pari-mente

i Questo è quel passo , contro ilquale ii rivolge il Bellori a c. 47.come si è detto, affermando, cheil Vasari per una intensissima pas-sione a favor di Michelagnolo ab-bia biasimato Raffaello . Ma il Va-sari non mi pare, che si allontanidal vero, dicendo , che il Bonarro-ti disegnava meglio i nudi di Ratfâello, nè credo, che ci sia chi neabbia dubitato . Concede altresì ,che nell’ altre quasi innumerabiliparti , che ha la pittura , dellequali annovera qui le più essenziali,iì Bonarroti fu vinto da Raffaello .Onde non so discernere chi meri-ti più il nome d' appassionato . An-che Federigo Zuccheri prima delBellori inveisce contro questo luo-go dicendo del Vaiar! ; „ Vizio„ d’ una mala lingua , che dpve„ non può biasimare, trova modo„ di smiixu.ije la gloria, e dignità„ altrui. Ma egli non ha ragione„ di djre quelche dice in tassare„ Raffaello, anzi è di maggior lau-„ de , e onore , accrescendo sem-„ pre grandezza al far suo, e ec-' cedenza alla sua maniera ; ed,, ebbe. tante parti degnissime, e, x singolari più di qualsivoglia To-„ scano, che se in quella intelli-„ genza degli ignudi, egli, e o-„ gni altro cede al gran Michela-„ gnolo, il buon Michelagnolo, e„ ogni altro pittore deve cedere„ nella grazia, nel decoro, e nel-„ la vera espressione de’ concetti, e„ grandi componimenti al divino„ Raffaello, al quale non mancò

,, disegno sondatissimo , e regola-li re più di ogni altro , da quella„ intelligenza in poi, che sola si dà„ al gran Michelangiolo ; nè le sud-„ dette Opere di Raffaello man-„ cano però di bontà . „ Questeparole dello Zuccheri sono tratteda una postilla d’ un esemplare stam-pato di queste vite del Vasari ,che si ritrova nella libreria del redi Francia tutto postillato di manodi esso Zuccheri. E' cosa redicolail vedere, che lo Zuccheri gridacontro il Vasari, ed egli poi dicelo stesso, affermando, che non so-lo Raffaello, ma aggiungendo , cheanche „ ogni altro cede al gran„ Michelagnolo nell’ intelligenza de-„ gl’signudi, „ che è quel? appun-to , che ha detto il Vasari, ondenon ci entra „ il vizio di una malalingua, „ o se ci entra, rica de su loZuccheri ; perché non è vero , che il,Vasari abbia detto, che,, ? Opere,, di Raffaello mancano di bontà,,,ma qui e altrove 1’ ha esaltate , e lo-date in maniera , che io sfido chissi-sia a encomiarle di più, e a farne aparte a parte risaltare ? eccellen-za ; e ip questo stesso luogo criti-cato dallo Zuccheri non ha micadetto , che g? ignudi di Raffaellonon sieno buoni, ma ha detto :,, Che ancorché sieno buoni, non„ fono in tutto eccellenti. „ Orachi è il malevolo, e chi è 1’ appas-sionato ? Anche ? istesso si può ri-petere del Bellori. Del resto quan-tunque Raffaello non disegnasse inudi con tanta profondità , nè tan-to dot-