Vita di Raffaello da Urbino . 131
mente non sodisfecero affatto quelli, che furono similmente fatti da luinella volta del palazzo d’Agostino Ghigi in Trastevere , perché man-cano di quella grazia, e dolcezza , che fu propria di Raffaello, delche fu anche in gran parte cagione 1' avergli fatti colorire ad altricol suo disegno; dal quale errore ravvedutosi» come giudizioso » vol-le poi lavorare da se solo» e senza ajuto d’altri» la tavola di sonPietro a Montorio della Trasfigurazione di Cristo» nella quale sonoquelle parti » che già s’è detto » che ricerca , e debbe avere una buo-na pittura . E se non avesse in quest’ opera , quasi per capràio » ado-perato il nero di fumo da stampatori, il quale, come più volte si èdetto , di sua natura diventa sempre col tempo più souro » e offendegli altri colori » co i quali è mescolato ; credo , che quel!’opera sareb-be ancor fresca » come quando egli la fece, dove oggi pare piuttostotinta » che altrimenti. Ho voluto quasi nella fine di questa vita farequesto discorso , per mostrare con quanta fatica , studio » e diligenzali governasse sempre mai questo onorato artefice » e particolarmenteper utile degli altri pittori , acciò si sappiano difendere da quelli im-pedimenti » da i quali seppe la prudenza , e virtù di Raffaello difen-dersi . Aggiugnerò ancor questo » che deverebbe esose uno contentarsidi sore volentieri quelle cose , alle quali si sente da naturale istintoinclinato» e non volere por mano » per gareggiare» a quello » che nongli vien dato dalla natura » per non faticare in vano , e spesso con ver-gogna , e danno. Oltre ciò» quando basta il fare » non si deve cerca-re di volere strafare » per passare innanzi a coloro » che per grande aju-to di natura » e per grazia particolare data loro da Dio » hanno sotto »o sanno miracoli nels arte . Perciocché » chi non è atto a una coso , nonpotrà mai » e affatichisi quanto vuole » arrivare dove un altro » conl’ajuto della natura» è camminato agevolmente. E ci sia'per esempiofra i vecchj Paolo Uccello » il quale affaticandosi contra quello » chepoteva » per andare innanzi » tornò sempre in dietro . Il medesimo hasotto a i giorni nostri » e poco sa » Jacopo da Pontormo ; eli è ve-duto per isperienza in molti altri» comesi è detto » e come si dirà.E ciò forse avviene, perché il cielo va compartendo le grazie » acciò stiacontento ciascuno a quella » che gli tocca . Ma avendo oggimai discorsosopra queste cose dell’arte » sorse più che bisogno non era » per ritornarealla vita » e morte di Raffaello dico » che avendo egli stretta amicizia con
R 2 Ber-
rò dottamente quanto il Bonarroti, fatti per la scesa de’ Saracini altuttavia gli disegnava con molta porto d’Ostia, una pel Cristo por-correzione , ed eleganza, e facilità; tato alla sepoltura , una per la mor-poichè aveva in uso di disegnar te d’ Adone , intagliate dallo stima-rnaste anche quelle figure, che nel- tistìmo e veneratissimo sig. Contele sue composizioni voleva dipigner di Caylus, una per la facciata, investite . Si vede ciò chiaramente cui è rappresentata la Teologia, ein varie stampe della Raccolta di una per 1' Alessandro Magno , eCrozat, dove ve n’è una di nudi Russane incisa da Cochin .