Vita di Guglielmo da Marcilla . 141
fendere il bello , che in opera dilettarsi di contrastare il buono . Figuròi principi del Testamento nuovo , come nelle tre grandi il principio delvecchio aveva fatto ; onde per questa cagione voglio credere , cheogn' ingegno , eh’ abbia volontà di pervenire alla perfezione , possa pas-sare ( volendo affaticarsi ) il termine d’ogni scienza. Egli si spaurìbene nel principio di quelle per la grandezza, e per non aver piùfatto ; il che fu cagione , eh' egli mandò a Roma per maestro Giovan- chiama Già. minia-ni Franzese miniatore , il quale venendo in Arezzo , fece in fresco so- tere tn s*°*3 utc> •pra sent’ Antonio un arco con un Cristo, e nella Compagnia il segno,che si porta a processione , che gli furono fatti lavorare dal Priore ; edegli molto diligentemente li condusse . In questo medesimo tempo fecealla chiesa di san Francesco l’occhio della chiesa nella facciata dinnan-zi , opera grande , nel quale finse il Papa nel concistoro , e la residen-za de’ Cardinali, dove s. Francesco porta le rose di Gennajo , e per laconfermazione della Regola va a Roma ; nella quale opera mostrò , e ^ trt *quanto egli de’ componimenti s’intendesse , che veramente si può dire,lui esser nato per quello esercizio . Quivi non pensi artefice alcuno dibellezza, di copia di figure , nè di grazia giammai paragonarlo . Sonoinfinite opere di finestre per quella città , tutte bellissime : e nella Ma-donna delle Lagrime l’occhio grande , con 1’ assunzione della Madon-na , e gli Apostoli ; ed una d’un’ Annunziata bellissima ; un occhio conlo sposalizio , ed un altro dentrovi un s. Girolamo per gli Ipadari. Si-milmente giù per la chiese tre altre finestre , e nella chiese di s. Giro-lamo un occhio con la natività di Cristo bellissimo : e ancora un altrain s. Rocco . Mandonne eziandio in diversi luoghi, come a Caiiiglionedel Lago, ed a Fiorenza a Lodovico Capponi una per in s. Felicita 1 ,dov’ è la tavola di Jacopo da Puntormo, pittore eccellentissimo, ela cappella lavorata da lui a olio in muro j ed in fresco, ed in tavola ;la quale finestra venne nelle mani de’frati Gesuati, che in Fiorenzalavorano di tal mestiere, ed essi la scommessero tutta per vedere i modidi quello, e molti pezzi per saggi ne levarono , e di nuovo vi rimescsero , e finalmente la mutarono di quel eh’ ella era . Volle ancora colo-rire a olio, e fece in s. Francesco d’ Arezzo alla cappella della Conce-zione una tavola , nella quale fono alcune vestimenta molto bene con-dotte , e molte teste vivissime , e tanto belle , eh’ egli ne restò onoratoper sempre, essendo questa la prima opera, eh’ egli aveste mai fatta adolio. Era il Priore persona molto onorevole, e si dilettava coltivare, *$ru*l-
ed acconciare ; onde avendo comprato un bellissimo casamento , fece tHr * 'in quello infiniti bonificamenti ; e come uomo religioso tenne di conti-nuo costumi bonissimi : e il rimorso della coscienza per la partitaV.che fece da’ frati, lo teneva molto aggravato. Per il che a s. Domenico
d’Arez-
1 Si è conservata intatta finora pinto , con tutta la mutazione ,questa vetrata, ed è bellissima pit- che il Vasari dice essere stata set-tura, come se fosse un quadro di- ca da’ frati Gesuati,