146 Terza. Parte.
Suoi echimi ,
lumiere del pal*r.t.eStroz.z.i di squisitolaverò .
Cortile d'trine Co-rintie , e Dorice .
1 mancamenti nonfon difètti del Cre-nata .
di nuovo rimandarono per il lor lavoro» e a dirgli » che perì da-nari andasse » che subito sarebbe pagato ; ed egli ostinato rispondeva,che prima gli portassero i danari.Laonde il Provveditore venuto in col-lera» perché i Capitani gli volevano vedere, gli mandò dicendo,eh’esso aveva avuto la metà de i danari, e che mandaste gli alari,che del rimanente lo sodisfarebbe . Per la qual cosa il Caparra avve-dutosi del vero » diede al donzello 411 alar solo, dicendo - Te’ ; por-ta 1 questo» eh’è il loro, e se piace a estì, porta l’intero pagamen-to , che te gli darò , perciocché questo è mio. Gli ufficiali vedutoP opera mirabile , che in quello aveva fatto, gii mandarono i danaria bottega, ed esso mandò loro P altro alare. Dicono ancora, cheLorenzo de’ Medici volle far fare ferramenti per mandare a donarsuora , acciocché P eccellenza del Caparra si vedesse ; perché an-dò egli stesso in persona a bottega sua » e peravventuia trovò» chelavorava alcune cose » eh' erano di povere persone , dalle quali ave-va avuto parte del pagamento per arra. Richiedendolo dunque Lo-renzo , egli mai non gli volle promettere di servirlo » se prima nonserviva coloro » dicendogli, eh’ erano venuti a bottega innanzi lui,e che tanto stimava i danari loro » quanto quei di Lorenzo. Al me-desimo portarono alcuni cittadini giovani un disegno » perché facesteloro un ferro da sbarrare , e rompere altri ferri con una vite ; ma eglinon gli volle altrimenti servire , anzi sgridandogli disse loro : Io nonvoglio per niun modo in così fatta cosà servirvi » perciocché non sonose non istromenti da ladri, e da rubare , o svergognare fanciulle .Non sono » vi dico, cosa per me , né per voi, i quali mi parete uo-mini dabbene . Costoro veggendo, che il Caparra non voleva servir-gli , dimandarono » chi soste in Fiorenza, che potesse servirgli ; per-ché venuto egli in collera, con dir loro una gran villania, se gli le-vò d’intorno . Non volle mai costui lavorare a’ Giudei, anzi usavadire , che i loro danari erano fracidi, e putivano » Fu persona buo-na , e religiosa, ma di cervello fantastico, e ostinato; né volendomai partirsi di Firenze» per offerte » che gli fossero fatte, in quellavisse, e morì . Ho di cdstui voluto fare questa memoria , perché invero nel!' esercizio suo fu singolare j e non ha mai avuto » né averàpari » come si può particolarmente vedere ne' serri, e nelle bellissimelumiere 2 di questo palazzo de gli Strozzi, il quale su condotto a finedal Cronaca » e adornato d’ un ricchissimo cortile d’ ordine Corintio »e Dorico , con ornamenti di colpirne » capitelli, cornici, finestre ,e porte Ijellilsime. E se a qualcuno paresse , che il di dentro di questopalazzo non corrispondesse al di fuori, sappia » che la colpa non è delCronaca, perciocché su forzato ,a accomodarsi dentro al guscio prin-
cipia-
1 Cioè; togli: porta &c. intorno a questo palazzo, sono tut ta-li Queste lumiere , o sanali , e via in essere, e belle come dice ilalcune gran campanelle, che sono Vasari, e più .