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Tomo secondo.
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Tu parziale del Savo-narola .

allievi di Lorenzo ,fra %U altri Tommaso di Stfano .

Lascio alcune opereimperfette .

Vio pii che ordina-ria diligenza i

i85 Terza Parte.

Lorenzo molto parziale della fetta di fra Girolamo da Ferrara, eviste sempre come uomo onesto , e di buona vita *, usando amorevol-mente cortesìa dovunque se gliene porgeva occasione . Finalmentepervenuto al 78. anno della sua vita , si morì di vecchiezza, e fuseppellito in s. Piero maggiore Panno 1530. Fu costui tanto fini-to, e pulito ne’suoi lavori, che ogni altra pittura, a comparazio-ne delle sue , parrà sempre abbozzata, e mal netta. Lasciò moltidiscepoli, e fra gli altri Gio. Antonio Sogliani, e Tommaso di Ste-fano . Ma perche del Sogliano si parlerà in altro luogo , dirò quan-to a Tommaso , eh’ egli imitò molto nella pulitezza il suo maestro ,e fece in Fiorenza, e fuori molte opere ; e nella villa d’ Arcetri aMarco del Nero una tavola d’ una natività di Cristo, condotta mol-to pulitamente. Ma la principal professione di Tommaso fu col tem-po di dipignere drapperie, onde lavorò i drappelloni meglio chealcun altro . E perché Stefano padre di Tommaso era stato miniato-re , e anco aveva fatto qualche cosa d’ architettura , Tommaso perimitarlo condusse , dopo la morte d’esso suo padre , il ponte a Sie-ve , lontano a Fiorenza io. miglia, che allora era per una piena ro-vinato ; e similmente quello di s. Piero a ponte , in sul fiume diBiscnzio > eh’è una beli’opera. E dopo molte fabbriche fatte permonasterj, ed altri luoghi , ultimamente , essendo architettore dell’arre della lana, fece il modello delle case nuove, che fece farequell’Arte dietro alla Nunziata ; e finalmente si morì, essendo giàvecchio di 70. anni, o più , 1 ’ anno 1564. e fu sepolto in s. Marco ,dove fu onorevolmente accompagnato dall’Accademia del disegno-Ma tornando a Lorenzo , ei lasciò molte opere imperfette alla suamorte , e particolarmente un quadro d’una passone di Cristo moltobello , che venne nelle mani d’ Antonio da Ricasoli , e una tavoladi M. Francesco da Caltiglioni, canonico distinta Maria del Fio-re , che la mandò a Castiglioni, molto bella - Non si curò Loren-zo di fare molte opere grandi, perché penava assai a condurle ; evi durava fatica incredibile, e massimamente perché i colori, eh’egli adoperava , erano troppo sottilmente macinati ; oltrechépurgava gli olij di noce , e stiliavagli, e faceva in su le tavole Ile lemestiche de’ colori in gran numero, tanto che dalla prima tinta

chiara,

l Quindi è , che si trova appel-lato da fer Lorenzo Violi notajopubblico : Vrudens vir , et Dei ti-moratus Laurentius oliin AndreteCredi piclor Fiorentinas , in unostrumento di donazione, che eglifece a S. Maria Nuova d'un suopodere posto nel popolo di s. Maria

a Caferotta presso a s. Cafciano luo-go 8. miglia fuori di Firenze. Que-sto strumento fu fatto il dì 1. d’Apri-le del 1531. sicché Lorenzo nonmorì nel 1530. come qui dice il Va-sari . Di questo lume ne ho l’obbli-go al mio antico, e onorato amicoil sig. Domestico Manni.