Vita dei Rosso. 299
quali aveva disegnato una tavola , che s’aveva a porre di sua manonel medesimo luogo , dentrovi una noiìra Donna , che ha sotto ilmanto un popolo ; il qual disegno, che non su mestò in opera , ènel nostro libro insieme con molti altri bellissimi di mano del mede-simo . Ma tornando ali’ opera 1 eh’egli doveva fare alla Madonnadelle Lagrime j gli entrò mallevadore di quest’opera Gio. AntonioLappoli Aretino j e amico suo fidatilîimg ? che con ogni modo diservitù gli usò termini di amorevolezza - Ma sanno 1530. estèndo1 ’ assedio intorno a Fiorenza, ed estèndo gli Aretini, per la pocaprudenza di Papo Altoviti, rimasi in libertà , essi combatterono lacittadella , e la mandarono a terra. E perché quei popoli malvo-lenti eri vedevano i Fiorentini , il Rollò non si volle fidar d’esii,e se n’andò al Borgo san Sepolcro S lasciando i cartoni, e i dise- Measione di ger-
ani dell’opera serrati in cittadella 5 perché quelli, che a Castello P*SZ e * Arti.-gli avevano allogato la tavola, vollero , che la finiste ; e per il ma-le 5 che aveva avuto a Castello , non volle ritornarvi, e cosi alBorgo finì la tavola loro - Né mai a essi volle dare allegrezza dipoterla vedere ; dove figurò un popolo, ed un Cristo in aria , ado-rato da quattro figure 3 e quivi fece mori, ziegani j e le più stra-ne cose del mondo , e dalle figure in fuori, che di bontà fon per-fette , il componimento attende a ogni altra cosa, che ali’ animodi coloro , che gli chiesero tale pittura . In quel medesimo tempo ,che tal cola faceva, disotterrò de’ morti nel vescovado , ove stava ,e fece una bellissima notomia . E nel vero era il Rosso studiosissimodelle cose dell’ arte , e pochi giorni passavano, che non disegnastequalche nudo di naturale.
Ora avendo egli sempre avuto capriccio di finire la sua vitain Francia , e torsi , come diceva egli, a una certa miseria , e po- Srtmofo di gir inverrà , nella quale si stanno gli uomini, che lavorano in Toscana , J ranc,tl *nt>*r* l*e ne’ paesi , dove sono nati, deliberò di partirsi . Ed avendo appun-to , per comparire più pratico in tutte le cose , ed essere universa-le 5 apparata la lingua Latina, gli venne occasione d’affrettare mag-giormente la sua partita, perciocché estèndo un giovedì santo,quando fi dice mattutino la sera , un giovinetto Aretino suo creatoin chiese , e facendo con un moccolo acceso, e con pece greca ,alcune \ampe, e fiamme di fuoco, mentre si facevano, come sidice , le tenebre ; fu il putto da alcuni preti sgridato , e alquantopercosse) - Di che avvedutosi il Rosso, al quale sedeva il fanciulloaccanto 5 si rizzò con mas animo alla volta del prete S perché leva-tosi il rumore , né sapendo alcuno onde la cosa venisse , fu cac-ciato mano alle spade contra il povero Rosso, il qual’era alle manicon i preti ; ond’ egli datosi a fuggire , con destrezza si ricoverònelle stanze sue , senz’essere stato osselo , o raggiunto da nessuno.
Ma tenendosi perciò vituperato , finita la tavola di Castello , senza
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