Vita di Francesco Mazzuoli. zzi
egli» perciocché in sul principio del lacco era egli si intento a la-vorare , che quando i soldati entravano per le case , e già nella sua Cesi gran gutlo sen -erano alcuni Tedeschi, egli per rumore » che facessero , non lìmo-ve va dal lavoro ; perché lòpragiugnendogli essi , e vedendolo lavo- pitoni facce. * 'rare , restarono in modo stupefatti di queir opera , che come galant*uomini , che doveano essere , io lasciarono seguitare . E così men-tre , che l’impiissima crudeltà di quelle gemi barbare rovinava lapovera città , e parimente le prosane , e sacre cose , sema aver ri-spetto né a Dio , né agli uomini , egli su da que' Tedeschi provve-duto , e grandemente stimato » e da ogni ingiuria difeso . Quantodisagio ebbe per allora » si su, eh’ essendo un di loro molto amato-re delle cose di pittura » fu forzato a fare un numero infinito di di-segni d' acquerello , e di penna , i quali furono il pagamento della ilTpJlwnAl*sua taglia . Ma nel mutarsi poi i soldati, su Francesco vicino a ca- su»taglia.pitar male ; perché andando a cercare d’ alcuni amici, su da altrisoldati fatto prigione » e bisognò , che pagasse certi pochi scudi,che aveva , di taglia ; onde il zio dolendosi di ciò , e della speranza ,che quella rovina avea tronca a Francesco d’acquistarsi scienza , ono-re , e roba , deliberò , vedendo Roma poco meno che rovinata , e ilPapa prigione degli Spagnuoli , ricondurlo a Parma ; e così inviatoloverso la patria » si rimale egli per alcuni giorni in Roma , dove de-positò la tavola fatta per Madonna Maria Busalina ne’ frati dellaPace ; nel refettorio de’ quali estèndo stata molti anni , su poi daM. Giulio Busalini condotta nella lor chiesa a Città di castello . Ar- .. . „ ,
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r>vato Francesco a Bologna , e trattenendosi con molti amici, e segni per stampe.particolarmente in casa d’ un sellajo Parmigiano suo amicissimo ; di-moro , perché la stanza gli piaceva , alcuni mesi in quella città ; nelqual tempo fece intagliare alcune stampe di chiaroscuro , e fra sal-ire la decollazione di s. Piero, e s. Paolo , e un Diogene grande ;
Ne mise anco a ordine molte altre , per farle intagliare in rame,e stamparle , avendo appresto di se per quest’ estòrto un maestroAntonio da Trento ; ma non diede per allora a coiai pensiero ef-fetto , perché gli fu forza metter mano a lavorare molti quadri ,e altre opere per gentiluomini Bolognesi ; e la prima pittura , chefosse in Bologna veduta di sua mano , fu in s. Petronio alla cap-pella de’ Monsignori un s. Rocco 1 di molta grandezza, al quale Rocco dipinte in
diede bellissima aria » e secolo in tutte le parti bellissimo, ima- *' Fetron ' 0 > tavolagirandoselo alquanto sollevato dal dolore, che gli dava la pestenella coscia ; il che dimostra, guardando con la testa alta il cieloin atto di ringraziarne Dio, come i buoni fanno, eziandio dell'avversità » che loro addivengono ; la qual’ opera fece per un Fabbri-
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i Fu stimato tanto questo s.Roc- grandezza medesima , la qual copiaco da Lodovico Caracci , che per è in casa del marchese Tanara .suo studio lo copiò di pastelli della