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Tomo secondo.
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ZZr Terza Parte.

zio da Milano , il quale ritrasse dal mezzo in su in quel quadro , aman giunte , che par vivo , come pare anche naturale un cane , chevi è , e certi paesi , che sono bellissimi, essendo in ciò particolar-mente Francesco eccellente. Fece poi per l’Albio, medico Par-migiano 5 una conversione di s. Paolo con molte figure , e con unpaese , che su cosa rarissima : e al suo amico sellajo ne fece un altrodi straordinaria bellezza, dentrovi una nostra Donna volta perfianco con beli’ attitudine , e parecchie altre figure . Dipinse alconte Giorgio Manzuoli un altro quadro , e due tele a guazzo permaestro Luca da i lenti, con certe sigurette tutte ben fatte , eF ti.rtmgli dt- â> ariose . In questo tempo il detto Antonio da Trento , che stava

, e seco per intagliare, una mattina , che Francesco era ancora in let-

to, apertogli un forziero , gli furo tutte le liampe di rame , e di

legno, e quanti disegni avea, e andatosene col diavolo, non maipiù le ne seppe nuova ; tuttavia riebbe Francesco le stampe, aven-dole colui lasciate in Bologna a un suo amico , con animo forse diriaverle con qualche comodo ; ma i disegni non potè giammai ria-vere . Perché mezzo disperato tornando a dipignere , ritrasse, peraver danari, non so che conte Bolognese. E dopo fece un quadrodi nostra Donna con un Cristo, che tiene una palla di mappamon-do . Ha la Madonna bellissima aria, e il putto è similmente moltonaturale , perciocché egli usò di far sempre nel volto de’ putti unavivacità propriamente puerile , che fa conoscere certi spiriti acuti,e maliziosi , che hanno bene spesso i fanciulli. Abbigliò ancora lanostra Donna con modi straordinarj, vestendola d’ un abito, eh'avea le maniche di veli gialletti, e quasi vergati d’oro, che nelvero avea bellissima grazia , facendo parere le carni vere, e deli-catissime; oltra che non si possono vedere capelli dipinti megliolavorati. Questo quadro su dipinto per M. Pietro Aretino, mavenendo in quel tempo Papa Clemente a Bologna , Francesco glielo donò. Poi comunque s’andaste la cosa, egli capitò alle manidi M. Dionigi Gianni 1 , e oggi 1 ’ ha M. Bartolommeo suo figliuolo ,che l’ha tanto accomodato , che ne sono state fatte ( cotanto è sti-mato) cinquanta copie. Fece il medesimo alle monache di santaThvoIm in s>'âUr- Margherita in Bologna , in una tavola , una nostra Donna, santa2henta delle pino fWe Margherita, s. Petronio , s. Girolamo , e s. Michele , tenuta insomma venerazione*, siccome merita 9 per essere nell aria delleteste , e in tutte 1’ altre parti, come le cose di questo pittore so-no tutte quante . Fece ancora molti disegni, e particolarmente al-cuni per Girolamo del Lino , ed a Girolamo Fagiuoli orefice, e in-tagliatore , che gli cercò per intagliargli in rame, i quali dise-gni so-

1 Cioè Dionisio Zani. dietro a questa tavola per la grande

2 L’Accademico Ascoso a c. 212. stima, che ne facevano, e perladice, che i Caracci andavan pazzi maraviglia, che essa creava in loro.