Vita di Francesco Mazzuoli . zzzgni sono tenuti graziosissimi. Fece a Bonifazio Gozzadino il suo ri-tratto di naturale , e quello della moglie , che rimase imperfetto.
Abbozzò anco un quadro d’ una Madonna , il quale fu poi vendutoin Bologna a Giorgio Vasari Aretino , che l'ha in Arezzo nelle suecase nuove, e da lui fabbricate , con molt’ altre nobili pitture ,sculture , e marmi antichi 1 . Quando l'Imperadore Carlo V- su a ’Riteattì diversi , eBologna j perché l’incoronasse Clemente VII. Francesco andando , ’ h P^ rUcoi ‘ ir ‘d‘Car.tal ora a vederlo mangiare 5 fece, lenza ritrarlo , 1 imagine di et- §^^,' 0 .so Cesare a olio , in un quadro grandissimo, e in quello dipinse laFama , che lo coronava di lauro , e un fanciullo in forma d’un Er-cole piccolino , che gli porgeva il Mondo, quasi dandogliene il do-minio ; la qual’ opera finita , che su , la fece vedere a Papa Cle-mente ; al quale piacque tanto , che mandò quella > e Francescoinsieme, accompagnati dal vescovo di Vasona, allora Datario,ali’Imperadore ; onde essendo molto piaciuta a sua Maestà, feceintendere , che si lasciaste ; ma Francesco, come mal consigliatoda un suo poco fedele , o poco saputo amico, dicendo, che nonera finita , non la volle lasciare , e così sua Maestà non 1’ ebbe , edegli non su, come sarebbe stato senza dubbio, premiato . Questoquadro essendo poi capitato alle mani del cardinale Ippolito de’
Medici, fu donato da lui al cardinale di Mantova , e oggi è inguardaroba di quel Duca, con molt’ altre belle , e nobilissimepitture .
Dopo essere stato Francesco , come si è detto , tanti anni suordella patria, e molto esperimentatosi nell’ arte, senza aver fattoperò acquisto nessuno di facoltà, ma solo d’ amici, se ne tornòfinalmente , per sodisfare a molti amici, e parenti, a Parma ; do- Torno a Parma, do-ve arrivato , gli fu subito dato a lavorare in fresco nella chiesa di ve lavori con lodesanta Maria della Steccata una volta astài grande ; ma perché innati- diversi luoghi,zi alla volta era un arco piano, che girava secondo la volta a uso difaccia , si mise a lavorare prima quello, come più facile , e vi fe-ce sei figure , due colorite, e quattro di chiaroscuro molto belle ,e fra 1’una, e l’altra alcuni molto belli ornamenti, che metteva-no in mezzo rosoni di rilievo , i quali egli da se , come capriccio-so , si mise a lavorare di rame, facendo in essi grandissime fatiche.
In questo medesimo tempo fece al cavalier Bajardo , gentiluomoParmigiano, e suo molto famigliare amico, in un quadro un Cu-pido , che fabbrica di sua mano un arco , a’ piè del quale fece due
putti,
i Sia qui detto per sempre , Franco de’ Giudici , e cav. Loren-che delle pitture , sculture , dise- zo Guazzosi nobili, ed eruditi gen-gni, e anticaglie, che Giorgio ci- tiluomini Aretini , che con ine-ta in queste Vite , come esistenti in lplicabile cortesia , e diligenza micasa propria,non si trova più nien- hanno favorito di moltissime nofi-te ; cosi mi avvisano gì’ Illustrisi!- zie spettanti alla città d’Arezzo »mi Signori Giacinto Fossombroni,