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Tomo secondo.
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3<so Terza Parte.

e il rio, che s’avea a far di nuovo» dalla quarta parte . Voleva poi,che fra l'acqua » e la fabbrica intorno intorno al quadro fosse , ov-vero rimanesse una spiaggia, o fondamento aliai largo , che servis-se per piazza > e vi li vendessero » secondo che fossero deputati iluoghi » erbaggi » frutte, pesci, ed altre cose, che vengono damoki luoghi-alla città. Era di parere appresso , che li fabbricasse-ro intorno intorno , dalla parte di fuori, botteghe , che riguardalisero le dette piazze, le quali botteghe servissero solamente a coseda mangiare d'ogni sorta ; in queste quattro facciate aveva il di-segno di fra Jocondo quattro porte principali, cioè una per fac-ciata > posta nel mezzo , e dirimpetto a corda ali’ altra ; ma pri-ma » che s’entrasse nella piazza di mezzo» entrando dentro» daogni parte si trovava a man destra » e a man sinistra una strada » laquale girando intorno il quadro » aveva botteghe di qua » e di là »con fabbriche sopra bellissime -, e magazzini per servìgio di dette bot-teghe , le quali tutte erano deputate alla drapperia » cioè panni di la-na fini, e alla seta » le quali due sono le principali arti di quellacittà. Einsommain questa entravano tutte le botteghe » che sonodette de’ Toscani » e de’ setajuoli . Da queste strade doppie di botte-ghe » che sboccavano alle quattro porte , si doveva entrare nel mez-zo di detta fabbrica » cioè in una grandissima piazza » con belle » egran logge intorno intorno per comodo de’ mercanti, e servi-zio de’popoli infiniti» che in quella città» la quale è la doganad’Italia , anzi d’Europa » per lor mercanzie » e traffichi concorro-no ; sotto le quali logge doveva essere intorno intorno le botte-ghe de’ banchieri » orefici -, e gioiellieri » e nel mezzo aveva a es-sere un bellissimo tempio dedicato a s. Matteo » nel quale potes-sero la mattina i gentiluomini udire i divini uffizj. Nondimeno di-cono alcuni » che quanto a questo tempio » aveva fra Jocondo mu-tato proposito , e che voleva farne due , ma sotto le logge » perchénon impedissero la piazza. Doveva» oltre ciò » questo superbissimoedifizio avere tanti altri comodi, e bellezze, ed ornamenti par-ticolari , che chi vede oggi il bellissimo disegno, che di quello fecefra Jocondo , afferma, che non si può immaginare » nè rappresenta-re da qualsivoglia più felice ingegno, o eccellentissimo artefice,alcuna cosa nè più bella, nè più magnifica , nè più ordinata di que-"E del penti erdìnuto sta . Si doveva anche col parere del medesimo, per compimento di» fm Giocondo. quest’ opera , fare il ponte di Rialto di pietre, e carico di botteghe ,che sarebbe stato cosa maravigliose . Ma che quest’opera non avesseeffètto , due furono le cagioni ; l’una il trovarsi la repubblica, perle gravissime spese fatte in quella guerra , esausta di danari : e l’al-tra, perché un gentiluomo , si dice da cà Valerefo, grande in queltempo, e di molta autorità, sorse per qualche lutereste particola-re , tolse a-favorire., come uomo in questo di poco giudizio» un

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