Vita di ira Giocondo» ed altri.maestro Zansragnino, che» secondo mi vien detto» vive àncora,il quale l'aveva in sue particolari fabbriche servito ; il quale Zan-fragnino ( degno, e conveniente nome dell' eccellenza del mae-stro ) fece il disegno di quella marmaglia » che fu poi. mesto in ope-ra 1 , e la quale oggi si vede ; della quale stolta elezione molti,che ancor vivono , e benissimo se ne ricordano , ancora si dogi tonolènza fine . Fra Joeondo , veduto quanto più possono molte volteappresto a i Signori, e grandi uomini, i favori, che i meriti, eb-be , del veder preporre così sgangherato disegno al suo bellissimo,tanto sdegno » che si partì di Venezia, nè mai più vi volle, ancor-ché molto ne foste pregato, ritornare . Questo, con altri disegnidi questo padre , rimasero in casa i Bragadini, incontro a lènta Ma-rina» e a frate Angelo di detta famiglia, frate di s. Domenico, chepoi fu, secondo i molti meriti suoi, vescovo di Vicenza. Fu fraJoeondo universale, e si dilettò, oltre le cose dette, de’sempli-ci » e dell’ agricoltura ; onde racconta meslèr Donato GiannottiFiorentino , che molti anni fu suo amicissimo in Francia ; eh’ aven-do il frate allevato una volta un pesco in un vaso di terra» mentredimorava in Francia » vide quel piccolissimo arbore carico di tan-ti frutti, eh’ era a guardarlo una maraviglia , e che avendolo , perconsiglio d’alcuni amici, mesto una volta in luogo,, dove avendoa passare il Re, potea vederlo ; certi cortigiani, che prima vi pas-sarono » come ulano di fare così fatte genti, colsero , con grandispiacere di fra Joeondo, tutti i frutti di queir arboscello » equelli, che non magiarono » scherzando fra loro » se li trassero-die-tro per tutta quella contrada ; la qual cosa avendo risaputa il Re,dopo essersi preso spallò della burla con i cortigiani , ringraziò ilfrate di quanto, per piacere a lui, avea fatto, facendogli appreseso sì fatto dono, che restò consolato. Fu uomo fra Joeondo disanta, e bonissima vita, e piolto amato da tutti i grandi uominidi lettere dell’età sua, e particolarmente da Domizio Calderino,Matteo Bolso 2 , e Paolo Emilio» che feriste l’istorie Franzesi , e
tutti
i Di questo fatto, che parreb-be non solo favoloso , ma inverisi-mile } e incredibile, si parla ne’Dia-Ioghi sopra le belle arti stampati inLucca, dove se ne rileva 1’enor-mità ; e si rende credibilissimo , colvedere, che anche in oggi seguelo stesso , e peggio , perché non so-lo si scartano I professori, e i dise-gni eccellenti, e si eleggono i cat-tivi , ma si guastano , e si sconvol-gono le fabbriche ben fatte, e da’
primi professori del Mondo . Vedii detti Dialoghi a cari. 59.
2 Matteo Bosso Veronese cano-nico Regolare , e abate della Badiadi Fiesole , uomo di santa vita , edottissimo , ed eruditissimo, le cuiopere furono unite insieme dalP. Ambrosini, e fatte stampare inBologna nel 1627. fuori che il ter-zo tomo delle sue epistole , che peresser rarissimo il detto Padre nonlo dovè trovare.
Ttrminato da altri .
Sdegnato fra Giocon-do fi farti da Vene -zia .
Si diletto di sempli-ci , e d' agricoltura -
Scherzo che gli ac-cadde d' un fesco .
Fu di santa vita , eebbefer amici moltiletterati .