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Tomo secondo.
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Vita di tra Giocondo, ed altri. z§§dipinse nella tavola : e nella predella fece alcune istorie della suavita. Fece anco nel medesimo luogo > e in altri , molti quadri daspose , de’quali n’ è uno in casa di messer Vincenzio de’ Medici inVerona, dentrovi la nostra Donna» e il figliuolo in collo» chesposa santa Caterina . Dipinse a fresco in Verona una nostra Don-na » es.Giuseppo sopra il cantone della cala de’Cartai per andaredal ponte nuovo a santa Maria in Organo» la qual’opera fu moltolodata . Avrebbe voluto Liberale dipingere in santa Eufemia la cap-pella della famiglia de’ Rivi » la quale su fatta per onorare la me-moria di Giovanni Riva , capitano d’uomini d’ arme nella giornatadel Taro ; ma non l’ebbe » perché essendo allogata ad alcuni fore-stieri, su detto a lui, che per estere già molto vecchio, non loserviva la vista 5 onde scoperta questa cappella, nella quale eran oinfiniti errori, disse Liberale, che chi l’aveva allogata, aveva ta I i0 nonavuto peggior vista di lui. Finalmente essendo Liberale d’anni 84. Una '

o meglio , si lasciava governare da i parenti, e particolarmente dauna sua figliuola maritata , la quale lo trattava, insieme con giialtri, mahssimamente; perché sdegnatosi con esto lei, e con glialtri parenti, e trovandosi sotto la sua custodia Francesco Torbido »detto il Moro, allora giovane» e suo affezionatisi!mo, e diligen- In/lituì suo ertile ilte pittore, lo instimi erede della casa, e giardino» eli’aveva a M»r°, e fi morì 4 'an*san Giovanni in Valle, luogo in quella città amenissimo , e con lui ”***’si ridusse , dicendo volere , che anzi godesse il suo uno , che amas-se la virtù , che chi disprezzava il prossimo . Ma non passò molto»che si morì nel dì di santa Chiara Tanno 1536. e fu sepolto ins Giovanni in Valle, d'anni 85. Furono suoi discepoli Gio. Eran- Allievi 4 i liberale,cesso , e Gio. Caroti, Francesco Torbido » detto il Moro, e Pao-lo Cavazzuola, de’ quali, perché in vero sono bonissimi maestri ,si sarà menzione a lilo luogo-

Gio Francesco Caroto nacque in Verona Tanno 1470. e dopoavere apparato i primi principj delle lettere , essendo inclinato allapittura, levatosi dagli studj della gramatica, si pose a impararela pittura con Liberale Veronese, promettendogli ristorarlo delle Gio. Francesca studiisue fatiche . Così giovinetto dunque attese Gio. Francesco con tanto/""" Liber ale,ma poiamore, e diligenza al disegno, che con esso, e col colorito su nei ** M * nte ~

primi anni di grande ajuto a Liberale • Non molti anni dopo » es-sendo con gli anni cresciuto il giudizio» vide in Verona Topered’ Andrea Mantegna , e parendogli, siccome era in effetto , eh*elleno fossero d’altra maniera » e migliori, che quelle del sito mae-stro , fece sì col padre , che gli fu conceduto , con buona grazia diLiberale, acconciarsi col Mantegna ; e così andato a Mantova, epostosi con esso lui» acquistò in poco tempo tanto, che Andreamandava di fuori dell’opere dì luì per di sua mano. Insomma nonandarono molti anni, che riuscì valente uomo. Le prime opere,

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