3?6 Ter za Parte.
che facesse, uscito che fu di sotto al Mantegna, furono in Ve-0 ier.% in vtronik con rona nella chiesa dello spedale di 8. Cosimo , ali’ altare de’ tre Ma-Mt • gi, cioè i portelli, che chiuggono' il detto altare , ne’ quali fece la
circoncisione di Cristo , e il suo fuggire in Egitto , con altre figure .Nella chiesa de’ frati Gesuati , detta s. Girolamo , in due angolid’una cappella fece la Madonna » e 1’angelo > che 1’annunzia. Alpriore de’frati di s. Giorgio lavorò in una tavola piccola un prese-pio j nel quale si vede , eh’ aveva assai migliorata la maniera , per-ché le teste de’ pastori, e di tutte 1’ altre figure hanno così bella ,e dolce a ria , che quest’ opera gli fu molto , e meritamente lodata.E se non fosse , che il gesso di quest’opera» per essere stato malestemperato» si scrosta» e la pittura si va consumando» questa folasarebbe cagione di mantenerlo vivo sempre nella memoria de’ suoicittadini. Essendogli poi allogato dagli uomini » che governavanola Compagnia dell’ Agnol Raffaello » una loro cappella nella chiesadi santa Eufemia» vi fece dentro affresco due storie dell’ Agnol Raf-faello ; e nella tavola a olio tre Agnoli grandi, Raffaello in mez-zo » e Gabriello » e Michele da gli lati, e tutti con buon disegno » eben coloriti ; ma nondimeno le gambe di detti angeli gli furonoriprese » come troppo lottili » e poco morbide ; a che egli con pia-cevole grazia rispondendo » diceva » che poi che si fanno gli an-geli con 1’ ale » e con i corpi quasi celesti » e aerei » siccome fosserouccelli » che ben si può far loro le gambe sottili, e secche» acciòpossano volare , e andare in alto con più agevolezza . Dipinse nellachiesa di s. Giorgio ali’ altare » dov’ è un Cristo » che porta la Cro-ce » s. Rocco » e s. Radiano » con alcune storie nella predella di figu-re piccole » e bellissime . Alla Compagnia della Madonna in s. Ber-nardino dipinse nella predella dell’ altare di detta Compagnia »la natività della Madonna » e gì’ Innocenti » con varie attitudini ne-gli uccisori» e ne’gruppi de’putti» difesi vivamente dalle lor ma-dri; la qual’opera è tenuta in venerazione » e coperta » perchémeglio si conservi ; e questa fu cagione » che gli uomini della fra-ternità di «.Stefano» nel duomo antico di Verona» gli facesserofare al loro altare » in tre quadri di figure simili » tre storielle dellanostra Donna > cioè Io sposalizio » la natività di Cristo » e la storiade’ Magi. Dopo quest’ opere » parendogli essersi acquistato assai cre-dito in Verona » disegnava Gio. Francesco di partirsi » e cercarealtri paesi ; ma gli furono in modo addosso gli amici» e parenti »che gli fecero pigliar per donna una giovane nobile , e figliuola diTre/e mtglìe , «u me- M- Braliafîàrti Grandoni » la quale poi che si ebbe menata l’an-r» , dopo fatte »n fi. no i5°5- e avutone indi a non molto un figliuolo , ella si morì so-pra parto ; e così rimalo libero , si partì Gio. Francesco di Vero-* ** e andossene a Milano» dove il sig. Antonio Maria Visconte,
tiratoselo in casa , gli fece molte opere per ornamento delle sue ca-se la-