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Tomo secondo.
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Sul braccio d‘ ti»bambino •velò pitivolle un augello perposarviji .

Vita di fra Giocondo* ed aitri. z6§

quadro , perché , mandato per eslo , si stavano una sera contem-plando a buon lume , e ammirando 1* artificio dell’ opera ; quandola signora Caterina moglie del conte andò» dov’ erano que’ Signo-ri con uno de’suoi figliuoli» il quale aveva in mano uno di quelliuccelli verdi » che a Verona si chiamano terranzi, perché fannoil nido in terra » e si avvezzano al pugno » come li fparavieri. Av-venne adunque » stando ella con gli altri a contemplare il quadro»che quel!’ uccello » veduto il pugno » e il braccio disteso del bam-bino dipinto » volò per saltarvi sopra » ma non si estèndo potuto at-taccare alla tavola dipinta > e perciò caduto in terra > tornò duevolte per posarsi in sul pugno del detto bambino dipinto » non al-trimenti che se fosse stato un di que’putti vivi» che se lo tene-vano sempre in pugno ; di che stupefatti que' Signori » vollero pagarquel quadro a Benedetto gran prezzo , perché lo deste loro ; manon fu possibile per niuna guisa cavarglielo di mano. Non molto do-po , estèndo i medesimi dietro a farglielo rubare un dì di san Bia-gio in san Nazzaro a una sesta » perché ne su fatto avvertito il pa-drone » non riuscì loro il disegno. Dipinse Francesco in s. Poso diVeiona una tavola a guazzo 1 > che è molto bella » e un’altra in ju tre opere fatte ins. Bc-nardino alla cappella de’Bandi, bellissima, in Mantova lavorò Verona a guano, eper Verona in una tavola » che è alla cappella » dov’ è sepolto s. Bia- " >

gio , nella chiese di s. Nazzaro de’ monaci neri, due bellissimi nu-di, e una Madonna in aria col figliuolo in braccio» ed alcuni an-geli , che sono maravigliose figure . Fu Francesco di santa vita » e D{ iue „ a vita nonnemico d’ogni vizio» in tanto che non volle mai » non che altro » volle d pingere cosedipingere opere laseive » ancorché dal Marchese ne fosse molte voltepregato ; e simili a lui furono in bontà i fratelli » come si dirà a suoluogo - Finalmente Francesco estèndo vecchio » e patendo d’orina » Morì a* bagni . ,sucon licenza del Marchese, e per consiglio di medici, andò con sfolto m Mantova.la moglie, e con servitori a pigliar 1'acqua de’bagni di Calderosul Veronese, là dove avendo un giorno prese l’acqua, si lasciòvincere dal sonno, e dormì alquanto » avendolo in ciò » per com-passione » compiaciuto la moglie ; onde sopravenutagli, mediantedetto dormire , che è pestifero a chi piglia queir acqua » una granfebbre, finì il corso della vita a’due di Luglio 15il che estèndoP.III. A a a signi-

x Queste pitture in s. Polo , e in s. Nazzario , e Celfo, e pure ne ès.Bernardino credo, che sieno peri- fatta menzione a suo luogo , dovete, non ne trovando fatta memoria si descrive questa chiesa . Nella ta-nella Fgcrcaijonepittorica , dove si vola è rappresentata la ss. Vergi-numerano le pitture di Verona, ne, &c. secondo che dice il libro .Ma debbo avvertire , che i numeri Ma essendo 1’ altare dedicato adell’ Indice non riscontran mai con fan Biagio , e s. Sebastiano , ven-ie carte indicate . E in effetto nell’ similmente uno di quei nudi faràIndice non si troverà la tavola ac- quest’ ultimo Santo .cennataquì appresso dal Vasari in