Band 
Tomo secondo.
Seite
370
JPEG-Download
 

Parenti di Frantesi!tutti virtuosi .

Opere di fra Girola-mo Monsignori .

370 Terza Parte.

lignificato al Marchese, ordinò subito per un corrile , che il cor-po di Francesco fosse portato a Mantova , e così fu fatto , quasi con-tra la volontà de' Veronesi , dove fu onoratissimamente sotterrato inMantova, nella sepoltura della Compagnia fegereta in s. Francesco.Visse Francesco anni 64. e un suo ritratto , che ha messer Fermo ,fu fatto, quando era d’ anni 50. Furono fatti in sua lode molti com-ponimenti , e pianto da chiunque lo conobbe, come virtuoso, esanto uomo, che fu . Ebbe per moglie madonna Francesca Gioacchi-ni Veronese, ma non ebbe figliuoli. Il maggiore di tre fratelli,l eh’ egli ebbe, fu chiamato Monsignore, e perché era persona dibelle lettere , ebbe in Mantova ufficj dal Marchese di buone rendi-te , per amor di Francesco . Costui visse ottanta anni, e lasciò fi-gliuoli , che tengono in Mantova viva la famiglia de’ Monsignori.L’altro fratello di Francesco ebbe nome al secolo Girolamo, e frai zoccolanti di s. Francesco fra Cherubino , e fu bellissimo scritto-re , e miniatore . Il terzo, che fu frate di san Domenico osservan-te , e chiamato fra Girolamo, volle per umiltà esser converso , efu non pur di santa , e buona vita , ma anco ragionevole dipinto-re , come fi vede nel convento di s. Domenico in Mantova , dove,

. oltre ali' altre cose, fece nel refettorio un bellissimo cenacolo , e lapassione del Signore , che per la morte sua rimase imperfetta . Di-pinse il medesimo quel bellissimo cenacolo , che è nel refettorio de’monaci di s. Benedetto, nella ricchissima Badia, che hanno infulMantovano • In s. Domenico fece l’altare del Rosario ; e ih Veronanel convento di santa Nastasia 1 , fece a fresco una Madonna , fanRemigio vescovo , e santa Nastasia : nel fecondo chiostro e soprala seconda porta del martello, in un archetto , una Madonna,s. Domenico, e s. Tommaso d’ Aquino, e tutti di pratica 2 - Fu fraGirolamo persona semplicissima, e tutto alieno dalle cose del Mon-do ; e standosi in villa a un podere del convento, per fuggire ognistrepito » e inquietudine , teneva i danari , che gli erano mandatidell’ opere , de’ quali si serviva a comprare colori , e altre cose,in una scatola senza coperchio , appiccata al palco , nel mezzo del-la sua camera , di maniera che ognuno, che volea, potea pi-gliarne. E per non si avere a pigliar noja ogni giorno di quello ,che aveste a mangiare , cuoceva il lunedì un caldajo di fagiuoli per

tutta

1 Suppongo, che queste pitturefatte in s. Anastasia sieno andate in

malora , non ne trovando fatta_>

menzione nella descrizione di que-sta chiesa .

2 Copiò molto le cose di Leonar-do da Vinci, e con gran diligen-za , e fra 1 ’ altre il famosissimo ce-nacolo, che è nel refettorio de’Do-

menicani di Milano nel conventodelle Grazie . Gran cosa, che d’unapittura delle più celebri, che sia alMondo, e che a gara su copiata, nonse ne trovi una stampa, quando tut-to di s’intagliano disegni, che nonson degni nè pur d’ un’ occhiata al-la sfuggita ! Ciò farebbe molto ono-re alla fioritissima città di Milano ■