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Tomo secondo.
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Vita di fra Giocondo, ed altri. 371tutta la settimana. Venendo poi la peste in Mantova, e estèndogl’ infermi abbandonati da ognuno, oome si fa in simili casi , fraGirolamo, non da altro mosso che da somma carità, non abban-donò mai i poveri Padri ammorbati, anzi con le proprie mani gliservì sempre ; e così , non curando di perdere la vita per amor diDio, s’infettò di quel male , e morì di 60. anni con dolore di chiun-que lo conobbe . Ma tornando a Francesco Monsignori, egli ritras-se , il che mi si era di sopra scordato, il conte Ercole Giusti Ve-ronese , grande di naturale, con una roba d'oro in dosso, comecostumava di portare , che è bellissimo ritratto , come si può ve-dere in caso del conte Giusto suo figliuolo .

Domenico Moroni, il qual nacque in Verona circa ran.1430.imparò Parte della pittura da alcuni, che furono discepoli di Ste-fano 1 , e dall' opere , eh’egli vide , e ritraile del detto Stesonedi Jacopo Bellini, di Pisano 2 , e d’altri; e per tacere molti qua-dri , che fece , secondo P uso di que’ tempi, che sono ne' monaste-ri , e nelle case di privati, dico, eh’ egli dipinse a chiaroscurodi torretta verde la facciata d’ una caso della Comunità di Ve-rona , sopra la piazza detta de' Signori , dove si veggiono molte fre-giature , e istorie antiche , con figure , e abiti de’ tempi addietro ,molto bene accomodati; ma il meglio, che si veggia di man dicostui, è in s. Bernardino iljCristo menato alla Croce , con molti-tudine di gente , e di cavalli, che è nel muro sopra la cappella delmonte della pietà , dove fece Liberale la tavola del Deposto , conquegli angioli, che piangono . Al medesimo fece dipingere dentro,e fuori la cappella, che è vicina a questa, con ricchezza d’oro, emolta speso M. Niccolò de’ Medici cavaliere, il qual’ era in que’tempi stimato il maggior ricco di Verona,e il quale spese molti danariin altre opere pie , siccome quegli, eh’ era a ciò da Natura inclinato •Questo gentiluomo , dopo aver molti monaster j, e chiese edifica-to , nè lasciato quasi luogo in quella città , ove non facesse quassiesegnalata spesa in onore di Dio, si elesse la sopraddetta cappella persua sepoltura ; negli ornamenti della quale si servì di Domeni-co, allora più famoso d’altro pittore in quella città, essendo Li-berale a Siena . Domenico adunque dipinse nella parte di den-tro di questa cappella , miracoli di sant’ Antonio da Padova,a cui è dedicata , e vi ritrasse il detto cavaliere in un vec-chio raso, col capo bianco , e senza berretta, con veste lunga_»d’oro, come costumavano di portare i cavalieri in que’tempi, la

Aaa 2 qua-

1 Stefano da Zevio pur Vero- 2 Cioè Vittore Pisano , dettonese . Di esso scrive la vita il Com- Pisanello , del quale vedi la Vitamendator del Pozzo num. vni. Si nel primo tomo a c. z6;.vegga anche il Vasari tom. 1. a

c.joo. .

Mori per far la turi-li a'frati appesati .

N acque Demente#Moroni nel 1410. Im-parò da' discepoli di:Stefano .

'Più famoso degli al-tri compatrioti,

Cappella de ’ Mediciin Verona .