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Tomo secondo.
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378 Terza Parte.

esercitare T architettura » estèndo la patria in travaglio» permuta-rione di Stato » attese per allora alla pittura » e fece molte opere.Sopra la casa di que’ della Torre lavorò un’ arme grande con cer-ti trofei sopra ; e per certi signori Tedeschi, consiglieri di Mas.Umiliano Imperadore, lavorò a fresco in una facciata della chiesapiccola di s* Giorgio 1 alcune cose della Scrittura , evi ritrasse que’due Signori Tedeschi, grandi quanto il naturale, uno da una,I altro dall’ altra parte ginocchioni. Lavorò a Mantova al sig. Lui-gi Gonzaga cose assai ; e ad Osino nella Marca d’ Ancona alcun*altre ; e mentre , che la città di Verona su dell’ Imperadore, di-pinse sopra tutti gli edifizj pubblici Tarmi Imperiali, e ebbe per»trowisionuto d*ll' ciò buona provvisione, e un privilegio dall’Imperadore , nel qualimperatore . si vede , che gli Concedè molte grazie » e esenzioni sì per lo suo ben

servire nelle cose dell’arte , e sì perché era uomo di molto cuore ,Jet bravo di mano . terribile, e bravo con T arme in maro , nel che poteva anco asi.

pattarsi da lui valorosa» e fedel servitù; e massimamente tirandosidietro , per lo gran credito, che aveva appresso i vicini, il con-corso di tutto il popolo» che abitava il borgo di san Zeno, che èparte della città molto popolosa , e nella quale era nato , e vi aveapreso moglie nella famiglia de’ Provali. Per queste cagioni adun-que avendo il seguito di tutti quelli della sua contrada » non eraper altro nome nella città chiamato, che il Rosso di s. Zeno . Perchémutato lo Stato della città , e ritornata sotto gli antichi suoi signo-ri Veneziani; Gio. Maria, come colui, che avea seguito la parteImperiale » fu forzato , per sicurtà della vita , partirsi, e così an-yWò a Trento , * vì dato a Trento , vi si trattenne, dipignendo alcune cose» certodipìnse, poi tornò a tempo; ma finalmente rassettate le cose » se n’andò a Padova,^ ove P r * ma conosciuto, e poi molto favorito da Monsig. reve-rendissimo Bembo » che poco appresto lo fece conoscere al magnifi-co M. Luigi Cornaro gentiluomo Veneziano d’alto spirito, ed’ ani-mo veramente regio, come ne dimostrano tante sue onoratissimeimprese. Questi dunque dilettandosi , oltre ali’ altre sue nobilissimeparti, delle cose d’architettura » li cognizione della quale è degnadi qualunque gran principe , e avendo perciò vedute le cose di Vi-truvio » di Leonbatista Alberti » e d’ altri, che hanno scritto in que-sta professione » e volendo mettere le cose , che aveva imparato ,in pratica , veduti i disegni di Falconetto, e con quanto fondamen-to parlava di queste cose, e chiariva tutte le difficoltà, che possono

nasce-

T Nel libro intitolato J$ìcrea%}ont dice in s. Giorgio, ciò avviene,pittorica a c. 41. dove si dà notizia perché allora questa chiesa era in-delle pitture, che sono in Vero- titolata a questo Santo . Questo li-na , si pongono queste pitture in bro è stampato in Verona nel 1720*san Pier martire chiesa appresi- in 12.so santa Anastasia, e se il Vasari