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Tomo secondo.
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D ne belli Istmi disegnidi sepolcri »

Vi tre gran soggettid'architettttra in Ve-rona , esso su il me-glio .

Insegnò la professionea' figliuoli , che riu-scirono buoni artefi-

Gio. Maria stroppiatodalla podagra > finìi giorni in taf* delC otturo.

380 Terza Parte.

con un architetto forestiero > che a caso fi trovò in Verona S soprale misure di non so che cornicione antico di Roma 5 disse Gio. Ma-ria dopo molte parole : Io mi chiarirò presto di questa cosa ; e anda-tosene di lungo a casa , si mise in viaggio per Roma . Fece costui duebellissimi disegni di sepolture per casa Cornara , le quali dovevanofarsi in Venezia in san Salvadore , 1 ’ una per la teina di Cipri didetta casa Cornara 5 e s altra per Marco Cornaro cardinale 5 che fuil primo j che di quella famiglia fosse di cotale dignità onorato ; eper mettere in opera detti disegni, furono cavati molti marmi aCarrara 3 e condotti a Venezia 5 dove sono ancora così rozzi nellecase di detti Cornati. Fu il primo Gio- Maria 3 che portasse il veromodo di fabbricare 3 e la buona architettura in Verona 3 Venezia , ein tutte quelle parti 3 non estèndo stato innanzi a lui 3 chi sapessepur fare una cornice 3 o un capitello 3 nè chi intendeste nè misura >nè proporzione di colonna 3 nè di ordine alcuno 3 come si può ve-dere nelle fabbriche 3 che furono fatte innanzi a lui ; la quale cogni-zione 3 essendo poi molto stata ajutata da fra .fecondo 3 -che su ne’medesimi tempi 5 ebbe il suo compimento da mess Michele Sanmiche-le 3 di maniera che quelle parti deono perciò essere perpetua-mente obbligate a i Veronesi 3 nella qual patria nacquero 3 e in unmedesimo tempo vissero questi tre eccellentissimi architetti 3 alliquali poi succedette il Sansovino ; che oltre ali’ architettura 3 la qua-le già trovò fondata 3 e stabilita da i tre sopraddetti 3 vi portò ancola scultura 3 acciò con essa venissero ad avere le fabbriche tutti que-gli ornamenti 3 che loro si convengono ; di che si ha obligo 3 se è co-sì lecito dire 3 alla rovina di Roma 1 . Perciocché essendosi i maestrisparsi in molti luoghi 3 furono le bellezze di queste arti comunica-te a tutta ]’ Europa . Fece Gio. Maria lavorare di stucchi alcune co-se in Venezia 3 e insegnò a mettergli in opera ; e affermano alcuni,che essendo egli giovane } fece di stucco lavorare la volta della cap-pella del Santo in Padova a Tiziano da Padova Sea molti altri , ene fece lavorare in casa Cornara 3 che sono assai belli. Insegnò a la-vorare a due suoi figliuoli , cioè ad Ottaviano 3 che su anch’ esso pit-tore 3 e a Provolo. Alessandro suo terzo figliuolo attese a fare arma-ture in sua gioventù, e dopo 3 datosi al mestier del soldo 3 su trevolte vincitore in steccato; e finalmente estèndo capitano di fanteria 3morì combattendo valorosamente sotto Turino nel Piemonte , essen-do stato ferito d’ un' archibulàta . Similmente Gio Maria 3 essendostorpiato dalle gotte , sin! il corso della vita sua in Padova , in casa

del det-

1 Cioè alle disgrazie , che ac- questa metropoli del Mondo sottocaddero in-quei tempi in Roma , e Clemente VII.alla rovinìi de’ bravi artefici, e del- 2 Tiziano Aspetti Padovano seni-le belle arti, e questo avvenne_» tore nipote del famoso Tiziano.

pr incipalmente pel sacco dato a_.