. Z84 Terza Parte.
Paradiso terrestre con Adamo» e Eva » cacciati dals angelo, dieè loro dietro con la spada in mano . Ne si potria dire , quanto siagrande» e bella la varietà degli alberi» che sono in quest’opera,i frutti , i fiori » gli animali » gli uccelli, e 1’ altre cose tutte ; laquale stupenda opera fece fare don Giorgio Cacciamale Bergama-sco » allora priore in lan Giorgio di Verona, il quale, oltre a molt*altre cortesie » che usò a Girolamo » gli donò sessanta feudi d’oro. >Quest’ opera dal detto padre fu poi donata in Roma a un cardina-le , allora protettore di quella religione » il quale mostrandola inRoma a molti Signori » fu tenuta la miglior’ opera di minio » cheContrastava i fiorì, ma ^ §osse infin’ allora stata veduta • Faceva Girolamo i fiori con tan*
* le gemme amaravi- ta diligenza » e così veri, belli» e naturali, che parevano ai ri-si'* - guardanti veri : e contrastàceva carnei piccoli, e altre pietre, e
gioje intagliate di maniera , che non si poteva veder cosa più simi-le , nè più minuta ; e fra le figurine sue se ne veggiono alcune , co-me in carnei, e altre pietre tìnte , che non sono più grandi, cheuna piccola formica » e si vede nondimeno in loro tutte le mem-bra , e tutti i muscoli tanto bene , che appena si può credere dachi non gli vede . Diceva Girolamo nell’ ultima sua vecchiezza ,che allora sapeva più, che mai aveste saputo in quest’ arte , e doveaveano ad andare tutte le botte ; ma che poi nel maneggiar’ il pen-nello gli andavano al contrario, perché non lo serviva più nè 1’ oc-..... chio, nè la mano - Morì Girolamo sanno iZZZ. a’due di Lu-tTìnnollnu. ‘ V> glso » d’ età d'anni ottantatre , e fu sepolto in san Nazzario nellesepolture della Compagnia di s. Biagio. Fu costui persona molto dabene » nè mai ebbe lite , nè travaglio con persona alcuna , e su diLascio un figlio , che vita molto innocente , Ebbe fra gli altri un figliuolo, chiamato Fran-mini* bene . cefco.» il quale imparò s arte da lui, e fece, estèndo anco gio-
vinetto , miracoli nel miniare, intanto che Girolamo affermava »di quell’ età non aver saputo tanto , quanto il figliuolo sapeva ; magli su costui sviato da un fratello della madre, il quale » essendoassai ricco , e non avendo figliuoli » se lo tirò apprestò > facendoloattendere in Vicenza alla cura d’una fornace di vetri, che facevafare. Nel che » avendo speso Francesco i migliori anni, morta lamoglie del zio , cascò da ogni speranza » e si trovò aver perdutoil tempo ; perché presa colui un’ altra moglie » n’ ebbe figliuoli , ecosì non sii altrimenti Francesco, siccome s’avea pensato , erededel zio. Perché rimessosi ali' arte dopo sei anni, e imparato qualchecosa , si diede a lavorare , e fra s altre cose , fece una palla gran-de di diametro quattro piedi, vota dentro , e coperto il di fuori ,che era di legno, con colia di nervi di bue , temperata in modo,eh’era fortissima , nè si poteva temere in parte alcuna di rottura»o d’altro danno . Dopo , estèndo questa palla , la quale dovea ser-vire per una sfera terrestre» benissimo compartita, e misurata con
ordi-