Vita di Valerio, ed altri. 405
allora di postare carnei » ed altre simili gioje al collo , e nelle berret-te ) dell' opere sue . Fece al detto Re una tavola per 1' altare dellacappella di sua Maestà , che si faceva portare in viaggio , tutta pienadi figure d’oro . parte tonde, e parte di mezzo rilievo , con moltegioje intagliate , sparse per le membra delle dette figure. Incavi)parimente molti cristalli, gli esempi de’quali in solfo, «gesso, siveggiono in molti luoghi , ma particolarmente in Verona , dove so-no tutti i pianeti belli istmi, ed una Venere, con un Cupido, ohevolta le spalle , il quale non può esser più bello - In un bellissimo cal-cedonio, stato trovato in un fiume, intagliò divinamente Matteola testa d’una Dejanira , quasi tuttatonda , con la spoglia del leo-ne in testa, e con la superficie lionata ; ed in un filo di color rollo ,eh’ era in quella pietra, accomodò Matteo nel fine delia testa delleone il rovescio di quella pelle tanto bene , che pareva scorticatadi fresco. In un’ altra macchia accomodò i capelli, e nel bianco lafaccia , ed il petto, e tutto con mirabile magisteri» ; la qual testa■ebbe insieme con 1’ altre cose il detto re Francesco - Ed una improntane ha oggi in Verona il Zoppo orefice, che fu suo discepolo. Fu Mat-teo liberalissimo, e di grande animo, in tanto che piuttosto .areb-be donato l’opere sue , che vendutele per vilissimo prezzo ; perché«vendofatto a un Barone un carneo d’importanza, e volendo coluipagarlo una miseria, lo pregò strettamente Matteo, che voleste ac-cettarlo in cortesia ; ma colui non lo volendo in dono , e pur volen-dolo pagare picciolissimo prezzo , venne in collera Matteo, ed inpresenza di lui con un martello lo stiacciò. Fece Matteo per lpmedesimo Re molti cartoni per panni d’arazzo , e con essi , comevolle il Re , bisognò, che andasse in Fiandra, e tanto vi dimoraste 9che fossero tessuti di seta , e d’oro ; i quali finiti, e condotti io-Francia , furono tenuti cosa bellissima. Finalmente ,come quasi tuttigli uomini sanno, se ne tornò Matteo alla patria , portando seopmolte cose rare di que’ paesi , e particolarmente alcune tele di paesifatte in Fiandra a olio, ed a guazzo, e lavorati da bonissime mani »le quali sono ancora per memoria di lui tenute in Verona molto caredal sig. Luigi, e sig. Girolamo Stoppi. Tornato Matteo a Verona ,si accomodò di stanza in una grotta cavata sotto un fasto, al quale .èsopra il giardino de’ frati Gesuati, luogo, che oltre ali’ eslèr caldissimoil verno , e molto fresco la state, ha una bellissima veduta . .M^nsnpotè .godersi Matteo questa stanza finta a suo capriccio , quanto areb-be voluto , perché liberato , che fu della stia prigionia il re France-sco , mandò subito per uno a posta a richiamar Matteo in Francia , epagargli la provvisione , eziandio del tempo , eh’ era staso in Vero-na ; e giunto là, lo fece maestro de’conj della zecca; onde Matteopresa moglie in Francia, s’accomodò, poiché così piacque al Resuo signore, a vivere in que’ paesi ; della qual moglie ebbe alcuni
E e e 2 figliuo-
Ottro in diverfi tin-gisi , e per tutte cer.miraste magistero .
Tu liberale > e piutt o.sto donava, > che ven-dere per poco.
Tomo a Verona , e dilà richiamato dal re.lo fece matjlro de'regj conj , e s'emme*gite .