Vita di Marcantonio , ed altri l 413capito fra gli artefici di quella città . Intanto capitando in Venezia Andate a Veneziani,alcuni Fiamminghi con molte carte intagliate , e stampate in legno, tontraffà l’optrt dde in rame d' Alberto Duro , vennero vedute da Marcantonio in su Durt •la piazza di s. Marco ; perché stupefatto della maniera del lavoro ,e del modo di fare d’Alberto , spese in dette carte quasi quantidanari aveva portati da Bologna, e fra l'altre cose comperò lapa Tìone di Gesù Cristo , intagliata in 3 6. pezzi di legno in quartofoglio, stata stampata di poco dal detto Alberto; la quale operacominciava dal peccare d'Adamo, ed essere cacciato di paradisodall’ angelo, insino al mandare dello Spirito stinto • E consideratoMarcantonio quanto onore , ed utile si avrebbe potuto acquistare ,chi si suste dato a queir arte in Italia, si dispose di volervi atten-dere con ogni accuratezza, e diligenza , e così cominciò a con-trastare di quelli intagli d' Alberto , studiando il modo de’ tratti ,ed il tutto delle stampe , che aveva comperate ; le quali per la no-vità , e bellezza loro erano in tanta riputazione, che ognunocercava d’ averne . Avendo dunque contraffatto in rame d’intagliogrosso , come era il legno , che aveva intagliato Alberto 1 , tutta ladetta passione , e Vita di Cristo in 36. carte, e fattovi il segno, cheAlberto faceva nelle sue opere, cioè questo AD, riuscì tanto simile ,di maniera che non sapendo nessuno , eh’ elle fussero fatte daMarcantonio , erano credute d’Alberto , e per opere di lui vendu-te , e comperate ; la qual cosa essendo scritta in Fiandra 2 ad Al-berto , e mandatogli una di dette passioni contraffatte óji Marcan-tonio; venne Alberto in tanta collera, che partitosi di Fiandra, ^^ erta sdegnatese ne venne a Venezia, e ricorso alla Signoria , si querelò di Mar- *‘ r
cantonio , ma però non ottenne altro, se non che Marcantonio nonfacesse più il nome, né il segno sopraddetto d’Alberto nelle_,sue opere . Dopo le quali cose , andatosene Marcantonio a Roma ,si diede tutto al disegno 3 ; ed Alberto tornando in Fiandra , tro-vò un altro emulo, che già aveva cominciato a fare di molti inta-gli sottililsimi a sua concorrenza, e questi su Luca d’Olanda , jl Luca#Olanda tlbequale, sebbene non aveva tanto disegno , quanto Alberto , in mol- 'piùWìigmte ’dd Da-te cose nondimeno lo paragonava col bulino. Fra le molte cose, r-.he costui fece, e grandi, e belle, furono le prime fanno 1509. due
ton-
1 La marca più comune , e piùnota di Alberto fu questa qui ^ .1 Si corregga in Germaniaz II Malvasia pertutto accusa ilVasari di mala intenzione contro iBolognesi ; ma cade nello stesso fal-lo ; e come la passione accieca,così in queste parole del Vasari,:he dicono , che Marcantonio a te-lato a Roma si diede tutto al di-~'i ha sarto credere , che
il Vasari voglia dire , che Mar-cantonio non sapendo disegnare simesse in Roma a fare il noviziatoin questa arte . Vedilo nel tom. i.a c. 74. Ma ognun vede, che vuoldire , che sotto Raffaello poten-dosi mettere a dipignere , cometutti gli altri, attese unicamenteal diségno , su cui non si finisce maid’imparare , e in esso divenne af-fatto ''silente. Così fece la Fage.