Altre carte con trelegni impresse .
Pittura fatta da Ugocon le dita , tassatadal Bonarroti .
Il medesimo lavorodi chiaroscuro , eanche BaldaJJarre daSiena .
Parmigiano imparò >e fece così condurre isuoi disegni .
Stampe ad acquafòr-te .
422 Terza Parte.
un mezzo ; e la terza graffiata faceva la tinta del campo piîi chiara,e i lumi della carta bianchi ; e gli riuscì in modo anco questa , checondusse una carta dove Enea porta addosso Anchise , mentre chearde Troja. Fece apprestò un Deposto di croce , e la storia di SimonMago 1 , che già fece Raffaello ne i panni d’arazzo della già dettacappella ; e similmente Davide , che ammazza Golìa j e la fugade’ Filistei, di che aveva fatto Raffaello il disegno , per dipignerlanelle logge papali ; e dopo molte altre cose di chiaroscuro , fecenel medesimo modo una Venere con molti Amori, che scherzano.E perché» come ho detto, su costui dipintore, non tacerò, eh'egli dipinse a olio , senza adoperare pennello, ma con le dita , eparte con suoi altri istrumenti capricciosi » una tavola, che è inRoma ali’ altare del Volto santo; la qual tavola, essendo io unamattina con Michelagnolo a udir mesta al detto altare , e veggen-do in essa scritto’, che 1’ aveva fatta Ugo da Carpi senza penneâo »mostrai ridendo cotale inscrizione a Michelagnolo , il quile ri-dendo anch’ esso , rispose : Sarebbe meglio , che avesse adoperatoil pennello , e 1’ avesse fatta di miglior maniera. il modo adun-que di fare le stampe in legno di due sorte » e fingere il chiaroscu-ro , trovato da Ugo, su cagione , che seguitando molto le costui ve-stigio , si sono condotte da altri molte bellissime carte ; perché do-po lui Baldassarre Peruzzi pittore Sanese fece di chiaroscuro simi-le una carta d’Ercole , che caccia s avarizia, carica di vasi d’oroe d’argento , dal monte di Parnaso, dove sono le Muse in diver-se belle attitudini, che su bellusima . E Francesco Parmigiano in-tagliò , in un soglio reale aperto, un Diogene 2 , che su più bellastampa, che alcuna , che mai facesse Ugo • Il medesimo Parmigia-no avendo mostrato questo modo di fare le stampe con tre forme adAntonio da Trento , gli fece condurre in una carta grande la decol-lazione di s. Pietro , e s. Paolo di chiaroscuro; e dopo in un’altrafece con due stampe sole , la Sibilla Tiburtina , che mostra ad Ot-taviano Imperadore Cristo nato in grembo alla Vergine : e unoignudo , che sedendo volta le spalle in bella maniera ; e similmen-te in un ovato una nostra Donna a giacere , e molt’ altre , che siveggiono fuori di suo , stampate dopo la morte di lui da Joannico-lo Vicentino ; ma le più belle poi sono state fatte da Domenico Eec-casumi Sanese , dopo la morte del detto Parmigiano, come si diràlargamente nella vita di esso Domenico - Non è anco stata se nonlodevole invenzione P essere stato trovato il modo da intagliare lestampe più facilmente che col bulino, sebbene non vengono cosìnette, cioè con l’acquaforte , dando prima in sul rame una co-verta di cera, o di vernice » o colore a olio , e disegnando poi
con
1 Raffaello non fece questa sto-ria , ed è sbaglio del Vasari.
2 Questo Diogene ha davanti a
se un gallo pelato , con cui criti-cò la definizione dell' uomo datada Platone .