Vita. di Marcantonio, ed altri. 423con un ferro , che abbia la punta sottile , che sgraffi la cera » o lavernice , o il colore, che sia ; perché riessavi poi sopra 1' acquada partire , rode il rame di maniera , che lo sa cavo , e vi si puòstampare sopra; e di questa sorta fece Francesco Parmigiano moltecose piccole , che sono molto graziose , siccome una natività di Cri-sto : quando è morto , e pianto dalle Marie ; uno de’ panni di cap-pella , fatti col disegno di Raffaello , emolt’altre cose. Dopo co-storo ha fatto cinquanta carte di paesi varj, e belli Batista pittore , the h;tnnoVicentino, e Barista del Moro Veronese 1 ; e in Fiandra ha fìtto stampato ad acuita -Girolamo Cock 2 l’arti liberali; e in Roma fra Bastiano Veneziano fin*»la Visitatone della Pace, e quella di Francesco Salviati della Mise-ricordia : la festa di Testaccio , oltre a molte,opere che ha fatto inVenezia Batista Franco pittore , e molti altri maestri. Ma pertornare alle stampe semplici di rame, dopo che Marcantonio eb-be fatto tante opere, quanto si è detto disopra, capitando in Ro-ma il Rosso, gli persuase il Baviera, che facesse stampare alcuna opere del Rosso, indelle cose sue ; onde egli fece intagliare a Gian Jacopo del Ca- tifi dal Caraglio de-raglio 3 Veronese , che allora aveva bonillìma mano, e cercava con ront s t ’ogni industria d’imitare Marcantonio, una sua figura di notomiasecca , che ha una testa di morte in mano, e siede sopra un serpen-te , mentre un cigno canta ; la qual carta riuscì di maniera , che ilmedesimo fece poi intagliare, in carte di ragionevole grandezza, al-cuna delle forze d’Ercole : l’ammazzar dell’Idra : il combatter colCerbero : quando uccide Cacco : il rompere le corna al toro : labattaglia de’ Centauri, e quando Nesso centauro mena via Deja-nira ; le quali carte riuscirono tanto belle, e di buono intaglio»che il medesimo Jacopo condusse, pure col disegno del Rosso ,la storia delle Piche, le quali per voler contendere, e cantare aprova , e a gara con le Muse, furono convertite in cornacchie - Aven-do poi il Baviera fatto disegnare al Rosso, per un libro , venti Deiposti in certe nicchie , con i loro instrumenti, furono da Gian Ja-copo Caraglio intagliati con bella grazia , e maniera , e non mol-to dopo le loro trasformazioni ; ma di queste non fece il disegno ilRosso se non di due, perché venuto col Baviera in differenza , essoBaviera ne fece fare dieci a Ferino del Vaga • Le due del Rosso fu-rono il ratto di Proserpina , e Filiate trasformato in cavallo ,e tutte furono dal Caraglio intagliate con tanta diligenza , che
scm-
1 Batista del Moro è lo stesso ,che Batista d’ Angelo , e fu dettodel Moro per esser genero , ed e-rede di Francesco Torbido detto ilMoro. Di questo Batista scrive lavita il Cavalier sr. Bartolommeodal Pozzo nelle Vite de’ pittoriVeronesi num. xxxxvi.
2 Di Gio.Giacomo Caraglio uo-mo tanto illustre poco dice il Va-sari ; ma il Cav. del Pozzo non diceniente di più ; onde non è statoil Vasari scarso per passione.
z II Vasari lo chiama GirolamoCoca. Ma sorse è sbaglio della_jstampa.