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Tomo secondo.
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Vita. di Antonio da Sangallo. 439quasi punto alia fabbrica di s. Pietro , alla quale doveva pur almenoestere affezionato» poiché dell’altre cose mondane si volle tantomostrare nimico. Perciò dunque » attendendo Antonio a cose dinon molta importanza » restaurò sotto questo Pontefice le navi pic-cole della chiesa di s. Jacopo degli Spagnuoli, e accomodò lafacciata dinanzi con bellissimi lumi. Fece lavorare il tabernacolodell’immagine di ponte di trivellino, il quale » benché piccolosia» ha però molta grazia ; nel quale poi lavorò Perino del Vagaa fresco una bella operetta . Erano già le povere virtù » per Io vi-vere d' Adriano » mal condotte » quando il cielo > mosso a pietà diquelle » volle con la morte d’uno > farne risuscitar mille ; onde lo■levò del Mondo » egli fece dar luogo a chi meglio doveva teneretal grado , e con altro animo governare le cose del Mondo j perchécreato papa Clemente VII- pieno di generosità, seguitando le vesti- Clemente rinnovogie di Leone » e degli altri antecessori della sua illustrissima fami- l* protesene delleglia » si pensò , che avendo nel cardinalato fatto belle memorie » do- bill* arti»veste nel Papato avanzare tutti gli altri di rinnovamenti di fabbriche»e adornamenti. Quella elezione adunque fu di refrigerio a moltivirtuosi ed a i timidi» e ingegnosi animi » che si erano avviliti» diedegrandissimo fiato, e desideratissima vita, i quali perciò risorgen-do» fecero poi quell’opere bellissime» che al presente veggiamo.

E primieramente Antonio» per commissione di sua Santità messoin opera » subito rifece un cortile in palazzo dinanzi alle logge ,che già furono dipinte con ordine di Raffaello ; il qual cortile fu digrandissimo comodo » e bellezza » perché dove si andava primaper certe vie storte, e strette, allargandole Antonio » e dandoloro miglior forma » le fece comode » e belle. Ma questo luogonon istà oggi in quel modo » che lo fece Antonio » perché papaGiulio III. ne levò le colonne » che vi erano di granito per ornar-ne la sua vigna » ed alterò ogni cosa 1 . Fece Antonio in Ranchi lafacciata della zecca vecchia di Roma 3 con bellissima grazia, inquell’angolo girato in tondo » che è tenuto cosa difficile» e mira-colosa » ed in quell’ opera mise r arme del Papa. Rifondò il restodelle logge papali » che per la morte di Leone non 5' erano finite ,e per la poca cura d'Adriano non s’erano continuate » né tocche ; ecosì secondo il volere di Clemente furono condotte a ultimo fine . Tarma , e Pìacenz.*Dopo» volendo sua Santità fortificare Parma» e Piacenza, dopo moltidisegni, e modelli, che da diversi furono fatti, fu mandato Anso- gntri,nio in que’luoghi j e seco Giulian Leno sollecitatore di quelle for-tifica*

1 Papa Giulio disfece una cosa incomparabilmente peggiore .bella per farne una cosa egual- 2 Ora è quivi posto il banco dimente bella , o sorse più . Ma ta- s. Spirito , e la zecca traportatalora si disfa un ornamento , o una dietro a s. Pietro.fabbrica eccellente per far una cosa