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Tomo secondo.
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440 Terza Parte.

tificazionî; e là arrivati, essendo con Antonio Labacco 1 2 suo creato»Pier Francesco da Viterbo » ingegnere valentissimo » e Michele das. Michele *» architetto Veronese , tutti insieme condussero a per-fezione i disegni di quelle fortificazioni; il che fatto» rimanendoVece diversi apparta- gli altri, se ne tornò Antonio a Roma J » dove essendo poca como-menti in Vaticano. stanze in palazzo» ordinò papa Clemente , che Antonio

sopra la serrarla cominciasse quelle» dove si sanno i conditori pubbli-ci , le quali furono in modo condotte » che il Pontefice ne rimasesoddisfatto » e fece farvi poi sopra le stanze de’ camerieri di suaSantità. Similmente fece Antonio sopra il tetto di queste stanze »altre stanze comodissime » la quale opera su pericolosa molto pertanto rifondare . E nel vero in questo Antonio valse aliai » attesochéle sue fabbriche mai non mostrarono un pelo : nè su mai fra i moder-ni altro architetto più sicuro » nè più accorto in congiugnere mura .

Estendosi al tempo di papa Paolo II. » la chiesa della Madonnadi Loreto » eh’era piccola » e col tetto in su i pilastri di mattonialla selvatica » rifondata > e fatta di quella grandezza » eh’ ella este-re oggi si vede » mediante l’ingegno » e virtù di Giuliano da_#Majano : ed estendosi poi seguitata dal cordone di fuori in su daSisto IV- » e da altri » come si è detto ; finalmente al tempo diClemente » non avendo prima fatto mai pur un minimo segno dirovina» s’ aperse l’anno 1526. di maniera » che non solamenteerano in pericolo gli archi della tribuna » ma tutta la chiesa in mol-ti luoghi » per essere stato il fondamento debole » e poco a den-tro . Perché essendo da detto papa Clemente mandato Antonio aRifondi la fabbrica riparare a tanto disordine» giunto eh’egli fu a Loreto» puntel-della santa Casa con sendo gli archi » ed armando il tutto con animo risolutissimo » e dimolto giudizio . giudizioso architetto» la rifondò tutta» e ringrossando le mura »e i pilastri fuori » e dentro > le diede bella forma nel tutto » enella proporzione de’membri » e la fece gagliarda da poter reg-gere ogni gran peso » continuando un medesimo ordine nelle cro-ciere » e navate della chiesa » con soperbe modanature d’ architra-vi sopra gli archi » fregi, e cornicioni ; e rendè sopra modo bello »e ben fatto l’imbasamento de’quattro pilastri grandi» che vannointorno alle otto facce della tribuna » che reggono i quattro archi ,cioè i tre delle crociere » dove sono le cappelle » e quello maggio-re della nave del mezzo; la quale opera merita certo d’ essere ce-lebrata per la migliore » che Antonio faceste giammai » e non sen-za ragionevole cagione j perciocché coloro, che fanno di nuovo

alcun'

1 Di Antonio Labacco V. nel dinario, perché nè pur il nome vit. il. delle Lett. pitt. a cart. 378. troverà; e pure egli tu uno de’più

2 Chi consulterà 1 ’ Abecedario gran professori di quel beato se-dei P. Orlandi , anche dell' edi- colo, come si vedrà più lotto nel-zion & notabilmente accresciuta dal la lunga Vita, che di lui scrive ilGuarienti, crederà che il Sam- Vasari .

michele fosse un architettuccio or- 3 Nel 1526. e passò per Firenze.