Vita di Antonio da Sangallo . 441
alcun’ opera , o la levano da i fondamenti, hanno facoltà di po-tere alzarsi, abballarsi , e condurla a quella perfezione, che vo-gliono , e sanno migliore , senza essere da alcuna colà impediti ; ilche non avviene a chi ha da regolare, o restaurare le cose cominciateda altri, e mal condotte o dall’artefice , o dagli avvenimentidella fortuna ; onde si può dire , che Antonio risuscitasse un mor-to , e facesse quello, che quasi non era possibile . E fatte questecose, ordinò, eh’ella si coprisse di piombo , e diede ordine, co-me s’avesse a condurre quello , che restava da farsi , e così per ope-ra di lui ebbe quel famoso tempio miglior forma, e miglior grazia,che prima non aveva, e speranza di lunghissima vita . Tornato poia Roma, dopo che quella città era stata messa a lacco, trovandosiil Papa in Orvieto, vi pativa la Corte grandissimo disàgio d’ a- Pott* *'» Orvietiequa, onde, come volle il pontefice , murò Antonio un pozzo ^ ue f‘^ e *tutto di pietra in quella città, largo 25. braccia, con due scale a cchiocciola intagliate nel tufo, l'una sopra f altra, fecondo cheil pozzo girava 1 ; nel fondo del quale pozzo si scende per le dettedue scale a lumaca in tal maniera, che le bestie , che vanno perl’acqua , entrano per una porta, e calano per una delle due scale ;ed arrivate in fui ponte, dove si carica l’acqua, senza tornare indietro padano ali’altro ramo della lumaca, che gira sopra quelladella scesa, e per un’altra porta diversa , e contraria alla prima,riescono fuori del pozzo ; la qual’ opera , che fu cosa ingegnosa ,comoda, e di maravigliosa bellezza, fu condotta quasi a fine in-nanzi che Clemente morisse . E perché restava solo a farsi la boc-ca di e ss, pozzo, la fece finire papa Paolo I II. , ma non come ave-va ordinato Clemente col consiglio d’Antonio, che fu molto,per così beli’ opera , commendato. E certo , che gli antichi nonfecero mai edifizio pari a questo né d’industria , né d’artifizio,essendo in quello così fatto il tondo del mezzo, che instilo al fondodà 'urne, per alcune finestre, alle due scale sopraddette . Mentrefi faceva quest’ opera , ordinò l’istesso Antonio la fortezza d’ Anco- Forfeit,* i' Anco**,na, la quale fu col tempo condotta al suo fine. Deliberando poi e 3#^* & Fi*ren-Papa Clemente al tempo, che Alessandro de’ Medici suo nipote era M *duca di Fiorenza, di fare in quella città una fortezza inespugnabi-le , il sig. Alestàndro Vitelli, Pier Francesco da Viterbo , e Anto-nio ordinarono , e fecero condurre con tanta prestezza quel castel-lo , ovvero fortezza , che è tra la porta al Prato, e fan Gallo , chemai niuna fabbrica simile antica , o moderna fu condotta sì tosto alP-III. Kkk suo
1 Un pozzo simile nel castello Francesco I. e di alcuni re suoidi Sciambort vien rammemorato successori, e quel pozzo dovreb-dal Bodrand nel suo Dizionario be esser posteriore a questo delgeografico alla v. Chambort. Que- Sangallo.sto era un palazzo di delizie di