442 Terza Parte.
suo termine ; e in un torrione , che fu il primo a fondarsi , chia-mato il Toso , furono messi molti epigrammi j e medaglie, con ci-rimonie , e solennissima pompa , la quale opera è celebrata oggi perScultori infante»»- tutto il Mondo, e tenuta inespugnabile . Fu per ordine d’Antoniod»ttt a Loreto da condotto a Loreto il Tribolo scultore , Raffaello da Monte Lupo »Antonio . Francesco di s. Gallo , allora giovane , e Simon Cidi » i quali fini-
rono le storie di marmo, cominciate per Andrea Sansovino. Nelmedesimo luogo condusse Antonio il Mosca Fiorentino, intagliato-re di marmi eccellentissimo , il quale allora lavorava , come Ti dirànella sua Vita, un cammino di pietra agli eredi di Pellegrino da Fos-sombrone , che per cosa d'intaglio riuscì opera divina 1 2 . Costui, di-co , a’ prieghi d’ Antonio fi condusse a Loreto, dove fece festo-ni, che sono divinissimi, onde con prestezza, e diligenza restòl’ornamento di quella camera di nostra Donna del tutto finito, an-corché Antonio in un medesimo tempo allora avesse alle mani cin-que opere d’importanza ; alle quali tutte , benché scissero in di-versi luoghi, e lontane P una d ali’ altra , di maniera suppliva , chenon mancò mai da fare a niuna ; perché dov’ egli alcuna volta nonpoteva così tosto essere , serviva 1' ajuto di statista suo fratello ; lequali cinque opere erano la detta fortezza di Fiorenza 1 , quellad’ Ancona » 1' opera di Loreto, il palazzo Apostolico , e il pozzod’Orvieto . Morto poi Clemente , e creato sommo Pontefice Pao-lo III. Farnese , venne Antonio , essendo stato amico del Papamentre era cardinale, in maggior credito; perché avendo sua San-Tortci.r.a di Cttflro . tità fatto duca di Castro il sig. Pier Luigi sito figliuolo, mandòed/sitj ivi al- Antonio a fare il disegno della fortezza , che quel duca vi fece fon-dare , e del palazzo , che è in sii la piazza , chiamato l'osteria , edella zecca, che è nel medesimo luogo murata di travertino, asimilitudine di quella di Roma. Né questi disegni solamente feceAntonio in quella città J , ma ancora molti altri di palazzi, e al-tre fabbriche a diverse persone terrazzane , e forestiere, che edi-ficarono con tanta spela , che a chi non le vede , pare incredibile ,così fono tutte fatte senza risparmio, ornate , e agiatissime ; il chenon ha dubbio , fu fatto da molti per far piacere al Papa , essen-doché anco con questi mezzi, secondo P umore de’ Principi , si
vanno
1 Questo cammino non è piùin essere , di cui si parla anchenella Vita di Simon Mosca neltom. z. di questa Opera . Pelle-grino da Fossombrone , o Fos-sombroni,era nobile cittadino Are-tino , e nella sua casa d’ Arezzofece fare questo cammino.
2 Per questo da Roma manda-va i disegni, e gli ordini per pro-
seguire questa fortezza a Nanni17 righerò, che gli mostrava al du-ca Alessandro, come si raccogliedalle lettere del detto Nanni scrit-te al Sangallo , che si vedono stam-pate nel terzo tomo delle letterepittoriche num.159. 160. e 161.
3 Demolita la città si perdè iltutto.