Vita di Antonio da Sangallo. 443
▼anno molti procacciando favori; il che non è se non colà lodevo-le , venendone comodo , utile, e piacere ali’ universale. L’an-no poi s che Carlo V- Imperadore tornò vittorioso da Tunisi , es-sendogli stati fatti in Messina, in Puglia, e in Napoli onoratissi-mi archi pel trionfo di tanta vittoria , e dovendo venire a Ro-ma , fece Antonio al palazzo di s. Marco , di commissione del Pa-pa , un arco trionfale di legname in sotto squadra , acciocché po- Arca trionfale fattoteste servire a due strade , tanto bello, che per opera di legname f er c * r ^ 0non s’è mai veduto il più superbo, né il più proporzionato ; e sein cotal’opera soste stata la superbia» e la spesa de’marmi » comevi su studio , artifizio , e diligenza nell’ ordine , e nel condurlo »si sarebbe potuto meritamente, per le statue , e storie dipinte, ealtri ornamenti, fra le sette moli del Mondo annoverare . Era quest*arco posto in so 1’ ultimo canto , che volge alla piazza principale »d’ opera Corintia, con quattro colonne tonde per banda , messed’argento > e i capitelli intagliati con bellissime foglie , tutti mes-si d’ oro da ogni banda - Eranvi bellissimi architravi, fregi » e cor-nicioni possiti con risalti sopra ciascuna colonna , fra le quali era-no due storie dipinte per ciascuna ; tal che faceva uno spari ime ri-to di quattro storie per banda, eh' erano fra tutte due le bandeotto storie , dentrovi, come si dirà altrove chi le dipinse , i fat-ti dell’ Imperadore . Eravi ancora per più ricchezza , per finimentodel frontespizio » da ogni banda sopra detto arco due figure dirilievo, di braccia quattro» e mezzo 1’una , fatte per una Roma »e le mettevano in mezzo due Imperadori di casa d’ Austria, chedinanzi era Alberto » e Massimiliano, e dall’ altra parte Federi-go » e Ridolfo ; e così da ogni parte in so’ cantoni erano quattroprigioni » due per banda » con gran numero di trofei pur di ri-lievo , e l’arme di sua Santità » e di sua Maestà » tutte fatte con-durre , con l’ ordine d’ Antonio » da scultori eccellenti > e da i mi-gliori pittori » che fossero allora a Roma. E non solo quest’arco soda Antonio ordinato» ma tutto 1’apparato della festa» che si fe-ce per ricevere un sì grande » ed invittissimo Imperadore . Segui-tò poi il medesimo » per lo detto duca di Castro » la fortezza diNepi » e la fortificazione di tutta la città » che è inespugnabile , ^ trttrAA ^ ^. ee bella - Dirizzò nella medesima città molte strade » e per i cit- rt { tre f Mtt incinto-tadini di quella fece disegni di molte case » e palazzi. Facendo poi nio .fare sua Santità i bastioni di Roma , che sono fortissimi » e venendofra quelli compresa la porta di s. Spirito » ella so fatta con ordi-ne » e disegno d’ Antonio » con ornamento rustico di trevertini »in maniera molto soda » e molto rara » con tanta magnificenza » eh*ella pareggia le cose antiche ; la quale opera » dopo la morte d’ An-tonio» su chi cercò , più da invidia mosso » che da alcuna ragionevo-le cagione , per vie straordinarie » di farla rovinare , ma non su
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