444 Terza Parte.
M're fcrtìficnùonì permesso da chi poteva 1 . Fu con ordine del medesimo rifondatodtRen.a. quali tutto il palazzo apostolico j che oltre quello , che si è detto»
in altri luoghi molti, minacciava rovina ; e in un fianco particolar-mente la cappella di Sisto , dove sono l’opere di Michelagnolo » esimilmente la facciata dinanzi» sènza che metteste un minimop lo » cosa più di pericolo » che d’ onore . Accrebbe la sala gran-de della detta cappella di Sisto » facendovi in due lunette in testaquelle finestrone terribili con sì maravigliosi lumi , e con que' par-timenti bu tati nella volta > e fatti di stucco tanto bene , e con tan-ta spesa » che questa si può mettere per la più bella , e ricca sala »che infino allora suste nel Mondo ; ed in fu quella accompagnò » perpotere andare in s. Pietro» alcune scale così comode » e ben fatte,che fra 1' antiche » e moderne non si è veduto ancor meglio • E si-cqpella radin* . milmente la cappella Paulina , dove si ha da mettere il Sacramento»che è cosa vezzofisima , e tanto bella » e sì bene misurata » e par-tita » che per la grazia , che si veste , pare » che ridendo » e festeg-Tort/iì.* dì Perugia, gundo ti s’appresemi • Fece Antonio la fortezza di Perugia nellee U' Asivtt . discordie , che furono tra i Perugini» ed il Papa » la quale opera
( nella quale andarono per terra le case de’ Paglioni ) fu finita conprestezza maravigliosa » e riuscì molto bella. Fece ancora la for-tezza d’ A scoli, e quella in pochi giorni condusse a tal termine »eh’ ella si poteva guardare ; il che gli Ascolani, ed altri non pen-savano » che si doveste poter fare in molti anni ; onde avvenne nelmettervi così tosto la guardia » che quei popoli restarono stupefat-ti » e quasi nol credevano . Rifondò ancora in Roma , per difen-dersi dalle piene , quando il Tevere ingrossa » la casa sua in stradaGiulia , e non solo diede principio , ma condusse a buon termineil palazzo » eh’ egli abitava vicino a s. Biagio , eh’ oggi è del cardi-nale Riccio da Montepulciano 2 , che 1’ ha finito con grandissimaspesa, e con ornatissime stanze , oltre quelle » che Antonio vi ave-va speso , eh’ erano state migliaja di feudi. Ma tutto quello , cheAntonio fece di giovamento » e d’ utilità al Mondo » è nulla a pa-ragone del modello della venerandissima , e stupendissima fabbricaMoidU di ». Pietro di 5 - Pietro di Roma , la quale, essendo stata a principio ordinatain Vaticano dd fan à Bramante , egli con ordine nuovo, e modo straordinario l’ag-grandì » e riordinò, dandole proporzionata composizione , e decorocosì nel tutto , come ne’ membri, come si può vedere nel modellofatto per mano d’Antonio Labacco suo creato , di legname , einteramente finito : il qual modello , che diede ad Antonio nomegrandissimo» con la pianta di tutto 1’edifizio sono stati dopo la
mor-
r Ma è altresì vero, che quan- sieno spesi in tal tempo molti mi-tunque manchi poco a terminare lioni in murare , e talora in farquesta magnifica porta , ella non fabbriche poco gloriose.è stata mai nello spazio di più di 2 Ora de’Marchesi Sacchetti.200 . anni terminata , benché si