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Tomo secondo.
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Vita di Antonio da Sangallo. 445

morte ci' Antonio Sangallo messi in istampa da' detto AntonioL ibacco 3 il quale ha voluto perciò mostrare quanta suste la virtù delSangallo 3 e che fi conosca da ogni uomo il parere di quell' archi-tetto ; estendo stati dati nuovi ordini in contrario da MichelagnoloBonarroti 3 per la quale riordinatone sono poi nate molte conte-se 3 come si dirà a suo luogo 1 . Pareva a Michelagnolo 3 ed a moltialtri ancora 9 eh' hanno veduto il modello del Sangallo 3 e quello 3che da lui su mesto in opera 3 che il componimento d’Antonio ve-niste troppo sminuzzato da i risalti 3 e da i membri 3 che sono pic-coli 3 siccome anco sono le colonne, archi sopra archi 3 e cornicisopra cornici. Oltre ciò pare 3 che non piaccia 3 che i due cam-panili , che vi faceva , le quattro tribune piccole 3 e la cupolamaggiore avessimo quel finimento 3 ovvero ghirlanda di colon-ne , molte 3 e piccole ; e parimente non piacevano molto 3 e nonpiacciono quelle tante aguglie 3 che vi sono per finimento 3 pa-rendo 3 che in ciò detto modello imiti più la maniera 3 ed ope-ra Tedesca 3 che P antica 3 e buona. 3 eh’ oggi osservano gli ar-chitetti migliori. Finiti da Tabacco tutti i detti modelli3 pocodopo la morte d’ Antonio si trovò 3 che detto modello di sanPietro costò ( quanto appartiene solamente ali’ opere de’ legnaiuo-li , e legname ) scudi quattro mila cento ottarttaquattro ; nel chefare Antonio Labacco 3 che n’ebbe cura 3 si portò molto bene 3 es-sendo molto intendente delle cose d’architettura 3 come ne dimo-stra il suo libro stampato delle cose di Roma 3 che è bellissimo; il qualmodello 3 che si trova oggi in s. Piero nella cappella maggiore 2 3è lungo palmi z5- e largo 26. ed alto palmi 20. e mezzo 3 ondesarebbe venuta l’opera 3 secondo questo modello 3 lunga palmi 1040.cioè canne 104 e larga palmi 360- che sono canne z6. perciocché 3secondo la misura de’muratori S la canna 3 che corre a Roma 3 èdieci palmi. Fu donato ad Antonio per la fatica di questo suomodello 3 e molti disegni fatti 3 dai deputati sopra la fabbrica dis. Pietro scudi mille cinquecento 3 de’ quali n’ ebbe contanti mille »ed il restante non riscosse 3 estèndo poco dopo tal’ opera passato ali’altra vita. Ringrossò i pilastri della detta chiesa di s. Pietro 3 ac-ciocché il peso di quella tribuna posasse gagliardamente 3 e tutti ifondamenti sparsi empiè di fi,da materia 3 e fece in modo sorti 3che non è da dubitare 3 che quella fabbrica sia per fare più peli, ominacciare rovina 3 3 come lece al tempo di Bramante ; il qual ma-gistero se suste sopra la terra 3 come è nascoso lotto 3 farebbe sbigot-tire

1 Nella Vita di Michelagnolo . E I’ aver dato loro orecchio è co-

2 Ora e a Belvedere nelle stanze, stato molte , e molte migliaja diche fono dietro alla gran nicchia, scudi, e ha pregiudicato alla fab-

Z Due volte è stata sparsa vo- brica con indebolirla , credendo

ce , che questa fabbrica ammira- per altro di fortificarla . Ma gli

bile minacciava rovina per intri- architetti hanno caro, che si speri».

go, e raggiro degli architetti . da, e si spenda assai.

Colli 4 , 84 . fetidi , »vi fu affiliente La,bacio suo allievo.

Tortifiro la fabbricadi 1 . Pietro in modo ,che non teme di rei -na .